Mattarella: “La minaccia dei dazi non crei difficoltà all'economia”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:17

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto stamani all'XI Forum Internazionale della Cultura del Vino, giornata dedicata alla valorizzazione del patrimonio vinicolo italiano, presso l'università Luiss Guido Carli.

Al forum sono intervenuti Emma Marcegaglia, Presidente Luiss; Paola Severino, Vice Presidente Luiss; Franco Maria Ricci, Presidente Fondazione Italiana Sommelier; Letizia Moratti, Co-fondatrice Fondazione San Patrignano; Angelo Gaja, Presidente della cantina Gaja. La cerimonia si è conclusa con l’intervento del Presidente Mattarella.

Il discorso del Presidente

“Rivolgo a tutti un saluto molto cordiale e vorrei esprimere un augurio al nuovo Rettore della Luiss – ha esordito il Capo dello Stato -. Ringrazio i relatori. Abbiamo ascoltato considerazioni che sono state proposte sul piano storico, su quello letterario, culturale, di costume, economico, giuridico”.

“Tutti questi aspetti manifestano quanto il vino italiano costituisca un’eccellenza che non è soltanto frutto della natura e della condizione privilegiata – sotto questo profilo – del nostro Paese, ma è frutto di una grande capacità degli operatori, di una grande comunità di operatori, di professionalità di alto valore apprezzato in tutto il mondo.Tutto ciò – ha evidenziato Mattarella – richiede conoscenza del territorio, saperi tradizionali, ricerca attuale, attente analisi”.

“Franco Maria Ricci e Angelo Gaja ci hanno richiamato al valore del tempo – ha ricordato – richiamo quanto mai opportuno in una stagione che rischia di essere quella dell’eterno presente. Tutti questi elementi sono definibili, ma non si possono esprimere con un logaritmo. Non vorrei sembrare irriverente verso una sorta di nuova figura di culto di questa stagione, certamente utile su altri versanti e in altri settori, ma quanto abbiamo ascoltato ci ha ricondotto a come la cultura del vino sia radicata alla civiltà, alla terra”.

“La Presidente Marcegaglia – ha ricostruito Mattarella – ci ha ricordato la varietà della produzione nel nostro Paese che richiama alla molteplicità dei suoi territori, delle sue caratteristiche, delle sue specifiche condizioni: ciò lo rende affascinante. Si tratta di un fronte di grande grande rilievo per il nostro Paese che richiama alla migliore storia dell’Italia e alla sua grande varietà. Letizia Moratti ci ha ricordato come il vino costituisca anche un veicolo di riscatto”.

“Sono tutti elementi – ha evidenziato – che fanno comprendere perché questo prodotto sia vincente sui mercati internazionali. Vi sono tante ragioni che sorreggono il successo di export della nostra produzione vinicola, nella speranza che l’improvvida stagione di minaccia di dazi non abbia un eccessivo sviluppo e non crei difficoltà. In realtà questo settore, come tanti altri, dimostra come i produttori italiani abbiano sempre da guadagnare dai mercati aperti, hanno bisogno di mercati aperti, perché hanno il coraggio di affrontare la concorrenza e la capacità di vincere, di prevalere nelle competizioni”.

“L’economia di ogni Paese ha sempre da guadagnare dai mercati aperti. Questo vale particolarmente per il nostro Paese. Sono anche lo strumento – per riprendere una considerazione di Paola Severino – che consente, attraverso trattati di grande portata, di regolamentare in maniera trasparente e rassicurante rapporti e criteri di produzione, di concorrenza e di commercio. Per queste ragioni vorrei ringraziarvi molto, fare gli auguri alla Fondazione dei Sommelier, e salutare, insieme a Franco Maria Ricci, tutti i sommelier, tutti i produttori, tutti i comunicatori e i giornalisti del settore. Grazie per il vostro impegno”, ha concluso il Capo di Stato.

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