Francesco: “La Chiesa sia madre e non imprenditrice”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:02

Questa mattina, nella sua omelia a Santa Marta, Papa Francesco ha iniziato la riflessione prendendo spunto dalla letture che narrano le nascite miracolose di Sansone e Giovanni Battista. “Nel Popolo di Israele – ha affermato – era quasi una maledizione non avere figli” ed ha ricordato che nella Bibbia si incontrano tante donne sterili con il quale il Signore compie prodigi. La Chiesa, ha rilevato il Pontefice, mostra “questo simbolo di sterilità proprio prima della nascita di Gesù”, anche per mezzo di una “donna incapace di avere un figlio per la sua decisione di rimanere in verginità”. Questo, ha commentato, è “il segno dell’umanità incapace di dare un passo in più”. Dunque, la Chiesa “vuol farci riflettere sull’umanità sterile”.

Proseguendo il Pontefice ha spiegato come l’opera di Dio interviene là dove l’uomo non è più capace di andare avanti trasformando la disgrazia in occasione di grazia: “Dalla sterilità, il Signore è capace di ricominciare una nuova discendenza, una nuova vita. E questo è il messaggio di oggi. Quando l’umanità è esaurita, non può andare più, viene la grazia e viene il Figlio, e viene la Salvezza. E quella Creazione esaurita lascia posto alla nuova creazione”. In questo tempo di avvento “noi aspettiamo Colui che è capace di ricreare tutte le cose, di fare nuove le cose. Aspettiamo la novità di Dio” e ha sottolineato che questo è il significato profondo del Natale.

Francesco ha poi spezzato la Parola entrando nel mistero delle due donne presentate dalla liturgia, Manoach, madre di Sansone ed Elisabetta madre di Giovanni che avranno figli grazie all’azione dello Spirito del Signore. L’insegnamento che oggi le letture ci propongono è quello di aprirsi allo Spirito di Dio noi, da soli, non ce la facciamo. E’ lui che può fare le cose”. Anche la Chiesa, ha continuato Bergoglio, corre il rischio di diventare una madre incapace di generare figli a causa della “sterilità di egoismi, di potere … quando la Chiesa crede di potere tutto, di impadronirsi delle coscienze della gente, di andare sulla strada dei Farisei, dei Sadducei, sulla strada dell’ipocrisia, eh, la Chiesa è sterile. Questo Natale faccia la nostra Chiesa aperta al dono di Dio, che si lasci sorprendere dallo Spirito Santo e sia una Chiesa che faccia figli, una Chiesa madre. Madre. Tante volte io penso che la Chiesa in alcuni posti, più che madre è una imprenditrice”.

A conclusione il Papa ha invitato i fedeli ha entrare nella preghiera e guardando al presepe “chiediamo la grazia della fecondità della Chiesa. Che prima di tutto, la Chiesa sia madre, come Maria”.

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