Diocesi di Matera e il modello di accoglienza a Casa Betania

La diocesi di Matera è indicata dalle autorità civili come "esempio" virtuoso di accoglienza e di assistenza verso i migranti occupati in agricoltura

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:06
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L’accoglienza garantita dalla diocesi di Matera è considerata dalle autorità civili un “esempio virtuoso”. Il centro Betania è la “Casa della Dignità” a Serra Marina di Bernalda. In provincia di Matera. La struttur è stata acquistata dalla diocesi un anno fa. Con fondi 8xmille Cei. Tramite Caritas Italiana. Ospita migranti che lavorano nelle campagne del territorio. Spiega l’arcivescovo di Matera-Irsina, monsignor Antonio Giuseppe Caiazzo: “E’ ‘casa loro’ per chi ci vive. E’ casa nostra. E’ una casa gestita insieme. Una casa famiglia per tutti”.

L’impegno della diocesi

Il prefetto di Matera Rinaldo Argentieri auspica che quanto prima possano concludersi le procedure amministrative per l’apertura di un altro centro di accoglienza. Alla Citta della Pace di Scanzano Jonico. Il tavolo di confronto tornerà a riunirsi a breve. Per gettare le basi, spiega il prefetto lucano, di “un ulteriore progetto“. Che veda impegnati terzo settore. Imprenditori. Amministrazioni locali. E ministero dell’Interno. “Sul modello virtuoso di Casa Betania. Centro di accoglienza voluto dalla diocesi di Matera. E attivo da circa un anno a Serra Marina”, puntualizza Argentieri.Diocesi

Superare i passaggi burocratici

La prefettura di Matera si è impegnata “a favorire il superamento dei passaggi burocratici tuttora aperti. Per l’attuazione di progetti finalizzati ai servizi di accoglienza per i migranti in agricoltura”. Argentieri lo ha assicurato agli imprenditori. Alla Caritas. E alle altre realtà del terzo settore. Il prefetto lucano ha ribadito la necessità di ”stringere sui progetti di accoglienza dei lavoratori stranieri impegnati in agricoltura”diocesi

Assistenza

La Regione Basilicata “ha avviato e ormai concluso procedure di evidenza pubblica“, sottolinea Argentieri. Volte ad individuare operatori che possano gestire comunità di accoglienza. E fornire importanti servizi. Quali l’assistenza sanitaria e il trasporto verso i luoghi di lavoro.

 

 

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