Ecco perché l’etimologia della divinità favorisce il dialogo tra le religioni

"Allah non è una 'invenzione' di Maometto e tanto meno una divinità specifica dei musulmani (come molti occidentali sono indotti a pensare)- spiega Camille Eid- E questo anche se i musulmani di oggi, quando traducono il Corano nelle lingue europee, rifiutino di tradurre la parola Allah con Dio"

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dialogo

Il dialogo tra le religioni è fatto di forme e contenuti. Per esempio la parola Allah non è proprietà dell’islam. A spiegarlo sul quotidiano dei vescovi “Avvenire” è Camille Eid. Il giornalista libanese è autore di migliaia di articoli e reportage sul mondo arabo. Le comunità cristiane d’Oriente. E l’islam politico. Tra i suoi libri “I cristiani venuti dall’islam“. “A morte in nome di Allah”. E “Cento domande sull’islam” .dialogo

Parole per il dialogo

Spiega Camille Eid: “Allah non è una ‘invenzione’ di Maometto. E tanto meno una divinità specifica dei musulmani. Come molti occidentali sono indotti a pensare”. E questo anche se i musulmani di oggi rifiutino di tradurre la parola “Allah” con “Dio” (o “Dieu” o “God”). Quando traducono il Corano nelle lingue europee. “L’uso di mantenere la parola Allah in arabo è diventato quasi un dogma. Come se si trattasse del ‘Dio dei musulmani’. O comunque di una parola monopolio dell’islam- precisa Camille Eid-. Le cose non stanno proprio così. La radice trilittera della parola Allah (’-l-h) è contenuta in tutti i termini che indicano la divinità nelle lingue semitiche. La si trova, infatti, nell’Antico Testamento nella forma ebraica ‘Elohim’. Che generalmente si pensa sia derivata da ‘eloah’. Forma estesa di “El/Il”. Il dio supremo del panteon canaanita”. dialogo

Radice

Camille Eid evidenzia come gli arabi pagani abbiano usato il termine Allah. Per indicare una divinità particolarmente potente. Chiamata talvolta con l’attributo “al-Rahmàn”. Il Clemente. Presente nella professione di fede islamica. L’islam non avrebbe fatto altro che adottare una parola preesistente. Per indicare il Dio unico.

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