Costa d’Avorio, la Chiesa soccorre i carcerati rimasti senza cibo

La Chiesa promuove una campagna di raccolta di cibo per rimediare al deficit alimentare nelle carceri del Paese africano

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:05
Chiesa

In Costa d’Avorio la Chiesa si mobilita. Per migliorare le condizioni dei detenuti. Al via la campagna di raccolta di cibo. Per rimediare al deficit alimentare. Nelle carceri del Paese africano. Ogni anno in Costa d’Avorio la Chiesa celebra la Giornata nazionale dei prigionieri. Su iniziativa, riferisce l’agenzia missionaria vaticana Fides, della Commissione episcopale per la giustizia, la pace e l’ambiente. E della Cappellania nazionale per la pastorale penitenziaria.

Chiesa
Foto © Legnan Koula per EPA

La Chiesa accanto ai prigionieri

La celebrazione ufficiale dell’edizione 2021 ha un tema specifico. E cioè “la cura della Chiesa per i detenuti è un cammino di conversione e di pace”. La Messa solenne è stata presieduta dall’arcivescovo di Gagnoa, monsignor Joseph Yapo Aké. La funzione religiosa ha avuto luogo nella parrocchia dei Santi Pierre e Paul de Divo (Centro-Ovest). Nell’arcidiocesi di Gagnoa. Rivolgendosi alle autorità politiche e amministrative del Paese, l’episcopato ha espresso preoccupazione per il sovraffollamento nei luoghi di detenzione.Chiesa

Sos sovraffollamento

Sottolineano i vescovi della Costa d’Avorio: “La Chiesa incoraggia le autorità pubbliche a prestare particolare attenzione ai centri di custodia cautelare. Che per la maggior parte soffrono di un preoccupante stato di sovraffollamento”. In particolare,  l’episcopato richiama l’attenzione delle istituzioni sul “centro di custodia cautelare e di correzione di Abidjan. La cui capacità iniziale è di 2000 detenuti”. Attualmente vi sono incarcerati “più di 7000 reclusi”. E questa situazione “porta a minare gravemente la dignità della persona umana“. Che “deve essere preservata in ogni momento e in ogni occasione” .Chiesa

Appello dei vescovi

La Chiesa chiede alle autorità pubbliche “un atto di clemenza e misericordia“. Nei confronti delle persone che “si trovano in detenzione preventiva”. E che “possono beneficiare della grazia presidenziale“. In Costa d’Avorio, precisa l’episcopato, “quasi tutti i luoghi di custodia cautelare e correzionale mancano strutture. Per la formazione e l’apprendistato nei mestieri. Che possono aiutare i detenuti al reinserimento sociale dopo il loro rilascio”. Una delegazione episcopale ha visitato i detenuti. Nella casa di arresto e correzione di Divo. Per esprimere la vicinanza della Chiesa cattolica. Sono stati offerti ai detenuti kit alimentari. E prodotti per l’igiene. Questo gesto di solidarietà è stato esteso a tutte le 34 carceri della Costa d’Avorio.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.