Allarme per i cristiani nella guerra del Tigrai. La Chiesa in soccorso degli sfollati in Etiopia

Etiopia: cardinale Souraphiel chiede il rispetto della vita e aiuti per gli sfollati: "Sosteniamo, in modo speciale, i fratelli e le sorelle rifugiati"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:00
Etiopia
La regione autonoma del Tigrè, in Etiopia

Sos sfollamento in Etiopia. “Il governo dovrebbe garantire il diritto alla vita delle persone. Il rispetto della supremazia della Costituzione. E assicurarsi che regni la pace” esorta il cardinale Berhaneyesus Demerew Souraphiel, arcivescovo di Addis Abeba. Aggiunge il porporato all’agenzia missionaria vaticana Fides: “Dovrebbero finire quello che sentiamo ogni volta accadere nel nostro Paese. Le grida e la sofferenza di molti. Lo sfollamento. La morte delle persone. Che sono state create a immagine e somiglianza di Dio“.Etiopia

Emergenza Etiopia

La guerra nel Tigrai ha causato un numero non accertato di vittime. E ha provocato lo sfollamento di almeno 950 mila civili. Altri 60 mila etiopi si sono rifugiati nel confinante Sudan, riferisce Fides. “Dobbiamo vivere insieme. Come fratelli e sorelle. indipendentemente dalle diversità di razza. Tribù. Colore. Sesso. Ed età. Inoltre, come un’unica famiglia. In grado di sostenersi. Aiutarsi a vicenda. E restare uniti”, esorta il cardinale Souraphiel.Etiopia

Appello della Chiesa etiope

Il capo della Chiesa etiope lancia un appello. In solidarietà con rifugiati e sfollati. “Sosteniamo, in modo speciale, i fratelli e le sorelle sfollati e rifugiati. Attraverso l’amore di nostro Signore, vi incoraggio a compiere opere di carità“. Infine il porporato raccomanda di seguire le procedure. Per prevenire il Covid. In Etiopia 126.241 persone sono state infettate dal coronavirus. La pandemia nella nazione africana ha causato 1.963 morti.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.