Sos caporalato. Acli Terra: “Basta schiavitù del lavoro nei campi”

Appello delle Acli: "Restituiamo a questo Paese la dignità di una Repubblica fondata sul lavoro anche nei campi”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:00
Acli

A lanciare l’allarme caporalato è il presidente di Acli Terra. Afferma Gianluca Mastrovito: “Dobbiamo aprire una nuova stagione di richiesta ed affermazione di diritti. E di giustizia sociale per chi non ha possibilità di chiedere. Per chi è schiacciato dal ricatto della necessità. I campi vanno presidiati. I lavoratori affiancati. E sostenuti nel denunciare gli aguzzini spesso connazionali. E le stesse aziende spregiudicate. Rendendo pubblici i marchi ed i nomi dei prodotti coltivati dai braccianti ‘schiavi’. Perché anche i consumatori possano fare la loro parte. Restituiamo a questo Paese la dignità di una Repubblica fondata sul lavoro. Anche nei campi!”.Acli

Sos di Acli Terra

Secondo Acli Terra risulta ancora troppo poco incisiva “l’attenzione verso il lavoro che quotidianamente ci consente di alimentarci. E quindi vivere”. Morire di lavoro “non è mai accettabile. E non lo può essere se la sua attività è svilita. Ricondotta ad una condizione di schiavitù. Deprivata dalle condizioni minime di civiltà e dignità della persona”. Acli Terra chiede alle istituzioni “risposte forti, immediate e risolutive“. In situazioni di cui “abbiamo tutte le coordinate necessarie per poter intervenire”. Questa, secondo Acli Terra, è “la schiavitù dei nostri tempi”. Da contrastare “con nuove regole del mercato del lavoro”. Nella consapevolezza che chi non agisce, pur avendone il potere, è “complice di quanto accade“.

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