Riciclaggio e fondi indebiti: 28 arresti tra cui un dirigente Mise

Dirigente del Mise accusato di truffa aggravata, emissione di fatture per operazioni inesistenti e malversazione a danno dello Stato

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:04
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Il Mise

Sono 28 le persone indagate e arrestate dai Carabinieri del Comando provinciale di Roma per una serie di reati ai danni dello Stato. Nove di loro – tra cui un dirigente del Mise e un commercialista – avrebbero “pilotato” finanziamenti verso tre diverse società. Gli altri 19 avrebbero creato società fittizie intestate a prestanome, per ripulire il denaro e fatturare il falso, così danneggiando lo Stato e il Fisco.

Le indagini

Secondo le indagini dei carabinieri del Comando provinciale di Roma, tra novembre 2018 e settembre 2019 sarebbero state erogate in meno di un anno somme per circa 1,5 milioni a tre diverse società. Le accuse sono, a vario titolo, di: associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio e al trasferimento fraudolento di valori e traffico d’influenze. Quest’ultima con l’aggravante della qualifica di pubblico ufficiale.

I nomi noti: tra gli arrestati anche un dirigente Mise

Tra le persone colpite da misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma ci sarebbero anche un dirigente del dirigente del Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) e un commercialista. Secondo gli investigatori, i due avrebbero operato per far ottenere o agevolare l’indebita percezione di finanziamenti pubblici erogati dal Ministero dello Sviluppo Economico. Contestualmente i carabinieri hanno sequestrato 25 immobili, 290 conti correnti e partecipazioni societarie, per un valore complessivo di oltre 5milioni di euro.

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