Non c'è spazio per i cristiani all'Università di Oxford

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:04

All'annuale fiera delle matricole che si tiene all'Università di Oxford, non ci sarà il banchetto di una delle più grandi organizzazioni studentesche, l'Unione cristiana (Uc). La decisione è stata presa dal comitato universitari del prestigioso college, perché la religione cristiana è considerata “dannosa” e la fiera è stata pensata per essere uno “spazio secolare”.

Non solo, secondo il comitato il cristianesimo è considerato negativo per i “metodi di conversione” e per le sue regole, nonché “una scusante per l’omofobia e certe forme di neocolonialismo“.

La lettera

La lettera che è stata recapitata alla rappresentante della Uc, Lucy Talbot, è eloquente: “La nostra unica preoccupazione è che la vostra presenza possa estraniare i nuovi studenti. Questo tipo di alienazione o micro-aggressione è regolarmente ignorata come poco importante, specialmente quando non viene compresa bene dagli altri studenti, e inevitabilmente causa un ulteriore danno a quei gruppi che sono già i più vulnerabili e marginalizzati”

Inoltre, prosegue la missiva, “non potendo garantire un banchetto a ogni principale credo religioso”, uno studente non cristiano potrebbe “soffrire” nel vedere che la sua fede non è rappresentata come invece avviene per il cristianesimo. “Speriamo che, come persone di fede – conclude la lettera -, sarete d’accordo con noi (nel voler evitare) un possibile danno a quelle matricole che sono già così gravemente svantaggiate“.

Le proteste

La notizia è stata riportata dal Telegraph. Lo stesso quotidiano britannico riferisce che molti studenti hanno criticato la decisione considerandola una violazione della “libertà di parola”. Critica anche Joanna Williams, docente all’università di Oxford, che ha definito la deicisione “assolutamente mostruosa” e che si tratta di “intolleranza esercitata nel nome dell’inclusione”. Secondo la Williams, “in buona sostanza stanno dicendo che l’Unione cristiana non può reclutare nuovi membri. L’università dovrebbe essere un posto dove uno studente può approfondire le proprie convinzioni religiose. L’idea che alcune religioni non siano permesse impedisce agli studenti di farlo. Non ho parole”.

Le proteste hanno fatto sì che il comitato studentesco abbia bocciato la discriminazione con una mozione, ma è ormai troppo tardi: solo dall’anno prossimo gli studenti cristiani potranno partecipare come tutti gli altri.

Cristiani esclusi, lgbt dentro

Il Telegraph ha raccolto anche il parere di Paul Diamond, avvocato specializzato in leggi sulla libertà religiosa, che ha detto: “L’Uc ha il diritto di non essere discriminata. Questa misura viola la legge sull’educazione del 1994“. Tempi sottolinea che “tra gli eventi a cui le matricole dovranno obbligatoriamente partecipare c’è ad esempio un workshop LGBTQ+”.

Il patrimonio cristiano dei college

Paradossale, come ricorda sul Corriere della Sera Luigi Ippolito, “che la maggior parte dei college di Oxford venne fondata nel Medioevo ad opera di vescovi e monaci cristiani e al loro interno sono collocate splendide cappelle: che però sono state oggi riconvertite in spazi di preghiera e meditazione multiconfessionali. Anche il Balliol (uno dei collegi di Oxford, ndr) sorse nel 1263 sotto gli auspici del vescovo di Durham”.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.