Venezuela e Perù, stipulato un piano di rientro per i migranti

I governi di Perù e Venezuela hanno deciso di coordinare un piano speciale di ritorno nella Repubblica bolivariana di oltre 42 mila cittadini venezuelani precedentemente emigrati

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:29
negoziato
Il presidente del Venezuela, Nicolàs Maduro

Secondo i dati di Unhcr, dall’inizio della crisi economica e politica del Venezuela, sono fuggiti dal paese quasi tre milioni e mezzo di cittadini ed il Perù è il secondo paese che ospita più cittadini venezuelani in America Latina, per un totale di 650 mila persone.

Riguardo a questo delicato tema, i governi di Perù e Venezuela hanno deciso di coordinare un piano speciale di ritorno nella Repubblica bolivariana di oltre 42 mila cittadini venezuelani che, in questi anni sono emigrati in Perù senza però riuscire a trovare un lavoro ed una conseguente sistemazione dignitosa. A tal proposito verrà istituito uno specifico ponte aereo per quello che è stato definito “Piano ritorno in Patria”.

I mutamenti politici in Perù e la difficile storia politica del paese

La vittoria alle elezioni presidenziali di Pedro Castillo, a capo di una coalizione di sinistra radicale e salito al potere lo scorso 28 luglio dopo una travagliata campagna elettorale, ha accelerato questo processo in quanto, il governo da egli presieduto, ha sancito l’abbandono del cosiddetto Gruppo di Lima -creato nel 2017 per favorire il processo di democratizzazione in Venezuela – e la contestuale l’adozione del principio di non intervento per quanto riguarda il paese confinante.

Rispetto al Perù è utile ricordare che, dal 1985 ad oggi, ogni presidente e stato messo in stato di accusa un carcere per corruzione o reati alla stessa assimilati, uno in attesa di essere processato, uno è in attesa di estradizione dagli Stati Uniti e un altro e agli arresti domiciliari.

Nuovi accordi commerciali

A latere di questa decisione il presidente venezuelano Maduro ha segnalato l’interesse di acquistare prodotti agricoli peruviani da destinare al piano alimentare di emergenza nazionale e per la riattivazione del commercio bilaterale tra i due stati.

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