Suor Monia Alfieri: “Scuola, non sciupiamo le leve: pon e patti di comunità”

Suor Monia: "Il bando del Programma Operativo Nazionale discrimina le scuole paritarie nella richiesta di fideussione bancaria per l'accesso ai finanziamenti"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:51
Suor Anna Monia Alfieri si batte da anni per le scuole paritarie

“E’ comprensibile la preoccupazione per il fatto che il bando del Programma Operativo Nazionale (PON) discrimini le scuole paritarie nella richiesta di fideussione bancaria per l’accesso ai finanziamenti, ma non possiamo sciupare le occasioni dei Pon e dei Patti di comunità per scongiurare la catastrofe educativa”.

Lo dice, in un’intervista a Adnkronos, Suor Anna Monia Alfieri, paladina delle scuole paritarie. La religiosa, ricordando l’imminente scadenza del bando il prossimo 21 maggio, aggiunge: “Abbiamo il diritto di dire che ci hanno discriminati: per accedere alle risorse è infatti richiesto di presentare apposita fideiussione bancaria o polizza assicurativa per un importo pari alla quota di risorse erogate a titolo di anticipazione” (30% del finanziamento complessivo) e questo “potrebbe scoraggiare gli istituti paritari a partecipare”.

Scongiurare la catastrofe educativa

“Ma – rimarca suor Anna Monia Alfieri, che lo scorso novembre ha ricevuto l’Ambrogino d’Oro quale riconoscimento per le sue battaglie per la scuola paritaria e per il diritto allo studio – non è il momento di fermarsi. E’ il momento di agire per ridurre i danni. Detto ciò presentiamo i progetti e puntiamo al Dl ristori bis, che la settimana prossima dovrebbe partire alla Camera, per ottenere aiuti, chiedere autonomia e libertà”.

Suor Monia: “Scongiurare la catastrofe educativa”

“Le scuole paritarie – prosegue Suor Anna Monia – si aspettavano che nel decreto Sostegni, come in quello Rilancio, fossero investiti soldi per scontare la retta. Ma non è avvenuto. Dispiace, ma Draghi e Bianchi, come europeisti, ci impegnano a fare i conti con un nuovo paradigma, al di là dei 22 euro ad alunno del decreto sostegni – rileva l’attivista – La nostra inclusione nei Patti di comunità e per la prima volta nei Pon sono traguardi importanti ottenuti”.

“Noi adesso abbiamo il dovere di scongiurare la catastrofe educativa, combattere a spron battuto senza permetterci il lusso della stanchezza. Usiamo le tre leve: pon, patti di comunità e compartecipazione. Battiamo cassa per evitare la chiusura delle scuole dei poveri con lo Stato, le regioni, i comuni… Capisco il diritto a lamentarsi, ma anche bisogna agire. Qui – conclude – è colpa e merito di ciascuno di noi. Ognuno sarà responsabile”.

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