Stagnazione e crisi dopo il lockdown: la doppia sfida del governo “necessitato”

L'esecutivo, dopo l'ultimo decreto, si trova ad affrontare ora la più grave fase economica dal Dopoguerra: saranno sufficienti gli strumenti a disposizione?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:34
Non considero la tesi che questo Governo sia nato solo per evitare le elezioni a settembre dello scorso anno e quindi per evitare l’arrivo di Salvini, perché se fosse così ci sarebbe da discutere. Io mi rifaccio a chi diceva che ci voleva un Governo per fare la Finanziaria ed evitare l’aumento dell’Iva. Bene, la Finanziaria che ne è uscita ha assolto solo alla questione dell’Iva perché per il resto zero, da tutti era ritenuta senz’anima.

È arrivato il Coronavirus e allora si è detto che bisognava dare un sostegno al Governo in un momento drammatico. Conte per motivi suoi il sostegno non lo ha voluto, ha fatto tutto o quasi da solo ma, a parte l’aumento del suo gradimento, la gestione sanitaria è stata tardiva e ha dimostrato debolezze importanti. Inoltre non ha capito per tempo che il conto della crisi economica conseguente al lockdown sarebbe stata molto pesante, perché in una economia molto aperta al mercato mondiale noi subiamo gli effetti del lockdown deciso dagli altri Paesi, dalla Cina in là.

Non avendo capito la gravità della crisi, i Decreti sono stati insufficienti e hanno messo in difficoltà pesanti famiglie e imprese. Il mancato arrivo delle risorse pubbliche ha costretto milioni di italiani a cercare aiuti all’esterno per poter mangiare. Nel frattempo, la situazione per le tante imprese indebitate è peggiorata ulteriormente e presto ne vedremo le conseguenze. Malgrado la conclamata insufficienza del Decreto Liquidità, il Ministro Gualtieri ha candidamente detto l’altra sera che in sede di emendamento verrà migliorato. Ma chi lo ha detto che occorre aspettare 60 giorni per convertire un Decreto . Lo si poteva correggere le settimana dopo e chiedere alle forze politiche di ratificarlo in fretta nell’interesse del Paese.

Il terzo Decreto finalmente tampona al 10-15% il fatturato perso dalle aziende in oltre 70 giorni di blocco deciso dal Governo. Ma le imprese italiane possono reggere perdendo quasi tutto il fatturato di 70 giorni? Come sa bene qualsiasi amministratore Le imprese rischiano di saltare.

Il Governo necessitato, dicono loro, non ha neanche capito che dopo la riapertura ci vorrà tempo affinché si torni ai livelli precedenti, ma questo peserà ulteriormente sulle aziende e sui conti dello Stato.

Per di più la riapertura pone nuove problematiche agli amministratori delle aziende al punto che oggi il Fatto ci dice che ci sono già 6 mila denunce per responsabilità nei confronti degli amministratori delegati delle aziende relative ai mezzi della sicurezza.

La vicenda della Wolkswagen è illuminante. Per debolezza della domanda, i vertici della grande azienda tedesca a due settimane dalla riapertura hanno deciso la chiusura di Wolfsburg. Ma la chiusura della Wolkswagen ha effetti sulle aziende dell’indotto di tutto il mondo da quelle italiane a quelle tunisine etc. I riflessi di quella decisione pesano inoltre sulla logistica e sulla attività dei nostri trasporti e dei nostri porti .

Il Governo necessitato, inoltre, è bloccato sul Pacchetto di Investimenti perché i grillini sono contrari, come ha ammesso il Premier al Fatto sul Modello Genova. Ma senza “Modello Genova” la velocità del decollo degli investimenti , la carta anticiclica più importante, verrebbe rallentata tantissimo.

Oggi siamo a 31 mila vittime, il nostro sistema imprenditoriale (il vero motore della nostra economia) è molto indebolito, le misure del rilancio non sono ancora state definite, la precisione di perdita della perdita del PIL è arrivata al 12% , dal 6% stimato dal Governo un mese fa, e secondo me è ancora destinata a crescere.

Di fronte a questa situazione siamo sicuri che il Governo necessitato possa difendere al meglio gli interessi del Paese?

Non ho la possibilità di chiedere al Santo Padre perché dopo aver incontrato il nostro Premier protempore abbia invitato i politici a non pensare al loro interesse privato ma bensì al Bene Comune e a chi si riferisse in particolare .

Il nostro Paese sta vivendo la fase più difficile del Dopoguerra, senza avere l’ombrello americano, senza avere De Gasperi, Fanfani, Vanoni, con Paesi alleati ballerini e con grandi Potenze molto intraprendenti e spregiudicate, siamo sicuri che il Governo necessitato possa difendere al meglio l’interesse generale?

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