Lavoro, Inps: “Soltanto lo 0,5% dei contratti a termine supera l’anno”

Il rapporto di Istat, Ministero, Inps, Inail e Anpal: nel II trimestre +735mila contratti, 425mila a termine

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:51
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Nel secondo trimestre dell’anno, l’input di lavoro, misurato in Ula (Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno), è aumentato in termini congiunturali (+1,2% rispetto al primo trimestre 2022) e su base annua (+4,9% rispetto al secondo trimestre 2021); la stessa dinamica si rileva per il Pil, in crescita rispettivamente di +1,1% e +4,7%. L’occupazione, a sua volta, aumenta rispetto sia al trimestre precedente sia al secondo trimestre 2021. Lo indica la Nota trimestrale congiunta sulle tendenze dell’occupazione pubblicata da Istat, ministero del Lavoro, Inps, Inail e Anpal.

Lavoro: soltanto lo 0,5% dei contratti a termine supera l’anno

Nemmeno un contratto a termine su 100 supera l’anno di durata. Nel secondo trimestre, infatti, il 37% delle nuove posizioni lavorative attivate prevede una durata fino a 30 giorni (il 13,3% un solo giorno), il 36% da due a sei mesi e soltanto lo 0,5% superiore all’anno (era l’1% nel primo trimestre). Aumenta l’incidenza sul totale delle attivazioni dei contratti di brevissima durata (23,7% fino a una settimana) e la riduzione nelle altri classi di durata, tranne tra sei mesi e un anno (15,4%).

Nel II trimestre +735mila contratti, 425mila a termine

Nel secondo trimestre dell’anno si registra un aumento di 159 mila posizioni lavorative rispetto al primo trimestre (88mila in più a tempo indeterminato +e 71mila in più a tempo determinato). Rispetto al secondo trimestre del 2021, le posizioni lavorative aumentano di 735 mila, registrando un nuovo aumento tendenziale del tempo indeterminato (+310 mila unità in un anno).

Anche se a ritmi più sostenuti, per il quinto trimestre consecutivo, prosegue la crescita delle posizioni a tempo determinato (+425 mila in un anno). E’ quanto indica la Nota trimestrale congiunta sulle tendenze dell’occupazione di ministero del Lavoro, Istat, Inps, Inail e Anpal, sulla base dei dati del ministero ricavati dalle Comunicazioni obbligatorie rielaborate.

Aumentano occupati in somministrazione e a chiamata

Aumentano il lavoro a chiamata (intermittente) e in somministrazione, tipologie contrattuali caratterizzate da una componente di stagionalità. Queste figure, che hanno risentito più di altre degli effetti dovuti all’emergenza sanitaria, sottolinea la Nota trimestrale congiunta sulle tendenze dell’occupazione di Istat, ministero del Lavoro, Inps, Inail e Anpal, sono poi tornate a crescere a ritmi sostenuti.

Nel secondo trimestre dell’anno il numero dei lavoratori in somministrazione presenta, infatti, un’ulteriore crescita raggiungendo le 485 mila unità (+50 mila, +11,5% nei dati Inps-Uniemens rispetto al secondo trimestre 2021). Anche il numero dei lavoratori a chiamata o intermittenti continua a crescere in modo sostenuto (+91 mila, +48,2% rispetto al secondo trimestre del 2021 sempre nei dati Inps-Uniemens), sebbene a ritmi meno intensi dello scorso trimestre, attestandosi a 280 mila unità.

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