Russo (Cei): “Cosa insegna la pandemia alla Chiesa”

Alla Consulta delle aggregazioni laicali, il segretario generale della indica la via d'uscita per la Chiesa dall'emergenza Covid

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:03

Appello ai laici del segretario generale della Cei, monsignor Stefano Russo: “Siate testimoni autentici chiamati alla santità della speranza che scaturisce dal cuore di persone innamorate di Dio consapevoli che non ci si fa santi da soli. L’altro, infatti, mi è necessario. Tanto più se con me condivide la passione per una Chiesa chiamata ad essere risposta alle attese più profonde delle donne e degli uomini del nostro tempo. La santità è la nostra vocazione, una santità declinata al plurale. Grazie per quanto continuate a fare in questo tempo di difficoltà per tutto il Paese”. 

Chiesa in uscita

“Appartenenza, testimonianza e autenticità“. Sono tre compiti fondamentali  affidati da monsignor Stefano Russo, segretario generale della Cei, alla Cnal (Consulta nazionale aggregazioni laicali). “I nostri ambiti di vita quotidiani sono molto sensibili a una testimonianza che sia credibile- sottolinea monsignor Russo alla Cnal-. Guardando Gesù si può cogliere come egli abbia sempre detto ciò che ha pensato e fatto ciò che ha detto. E’ una condizione di autenticità, di concordanza con se stessi. Ciò permette di affrontare le relazioni quotidiane: terreno nel quale si gioca la nostra testimonianza”.

Speranza

Monsignor Russo crede che “la nostra Chiesa e il mondo che abbiamo davanti hanno bisogno in questo momento soprattutto di autenticità”. Quindi la speranza, per essere “costruttori di comunione e vivere questo tempo nella direzione della prossimità, della essenzialità, della creatività”.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: [email protected]
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.