Confcommercio: per Natale non farà regali 1 italiano su 4

Un italiano su quattro non farà regali per risparmiare o evitare 'contatti': lo rivela una indagine di Confocommercio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:00
Natale

“Gift card, abbonamenti streaming e prodotti per animali domestici le ‘new entry”‘ spinte anche dal Covid, ma un italiano su quattro non farà regali per risparmiare o evitare ‘contatti’: una indagine di Confocommercio sui consumi di Natale evidenzia che “la tradizione del regalo si conferma ed è ancora forte: tre italiani su quattro, infatti, si scambieranno doni con parenti e amici anche se il restante 26% ha deciso di non farne, scelta legata a esigenze di risparmio o per evitare gli incontri per lo scambio dei regali o magari per attendere la stagione dei saldi“.

Ecco l’identikit di chi non fa regali

Tra chi non farà regali, per la maggiorparte (24%, più del 22,5% dello scorso anno) la ragione prevalente è quella di “risparmiare data ‘incertezza economica”. Pesano anche i rischi di contagio, ma è in calo al 21 dal 28,9% dello scorso anno la percentuale di chi ha scelto di “evitare incontri per lo scambio di regali”; stabile poco sotto il 20% la percentuale di chi non farà regali per un peggioramento della propria condizione economica; seguono poi scelte personali, aumento dei prezzi (10%), attesa dei saldi invernali o di campagne di sconto.

I regali più gettonati

Tra i regali, indica Confcommercio, “enogastronomia, libri e giocattoli si confermano le tipologie di prodotti evergreen, cioè quelli che non mancano mai sotto l’albero di Natale. Ma da un paio d’anni ci sono alcune new entry – cioè tipologie di prodotti spinti dalla nuova situazione influenzata anche dal Covid – come carte regalo, abbonamenti streaming e prodotti per animali. Chi compra online sceglie principalmente abbonamenti streaming (85,3%), carte regalo (79,9%), libri ed ebook (56%) e capi di abbigliamento (49,1%). Quattro intervistati su dieci considerano i regali di Natale una spesa necessaria che fa piacere affrontare. Di contro, il 38,5% li ritiene una spesa di cui farebbe volentieri a meno ed il 20% una spesa che è obbligato ad affrontare”.

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