Camorra: confiscato patrimonio da 17 mln a membro clan Mallardo

Confiscato, tra Campania e Lazio, un patrimonio del valore di 17,6 milioni di euro a Michele Palumbo, del clan camorristico Mallardo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:39
GdF Napoli

Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli ha proceduto, su disposizione della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli, alla confisca, tra Campania e Lazio, di un patrimonio del valore di 17,6 milioni di euro riconducibile a Michele Palumbo, appartenente al clan camorristico Mallardo.

Il sequestro al clan Mallardo

Le Fiamme Gialle hanno confiscato 17 unità abitative tra i comuni di Giugliano, Aversa, Mentana, e Monterotondo, 11 terreni nel comune di Mentana, oltre a quote e immobili relativi a una società operante nel settore immobiliare con sede a Fonte Nuova, riconducibili a Palumbo e al suo nucleo familiare.

L’attività trae origine da indagini delegate dalla Dda di Napoli ed eseguite dagli specialisti del Gico partenopeo che hanno eseguito, nel periodo dal 2010 al 2021, diversi provvedimenti di sequestro preventivo e di misure di prevenzione patrimoniali disposti dai Tribunali di Roma e Napoli nei confronti, tra gli altri, di Palumbo.

Il clan Mallardo

Il clan nasce nella seconda metà degli anni ’70 ad opera di Francesco Mallardo, meglio noto come “Ciccio ‘e Carlantonio”, affiancato dal fratello Giuseppe e dal cugino Feliciano. Francesco e Giuseppe sono figli di Domenico, alias “Mimì ‘e Carlantonio”, contrabbandiere di sigarette, ucciso il 2 agosto 1967 per ordine di Alfredo Maisto, l’allora boss di Giuliano di Campania.

Dopo la morte per ictus di Maisto, scoppia una faida tra i Mallardo, desiderosi di vendicare il padre, e il clan Maisto, retto dopo la morte del boss dai suoi figli Luigi, Antonio ed Enrico. Ad avere la meglio saranno i Mallardo, che uccidono prima Luigi (nel 1979), poi Antonio (nel 1987) e infine Enrico (nel 1992).

I Mallardo sono inoltre uno dei clan che costituirono la Nuova Famiglia, nata con l’obiettivo di porre fine allo strapotere di Raffaele Cutolo e della sua Nuova Camorra Organizzata. L’ascesa al potere di questo clan è legato indissolubilmente a quella dei clan Licciardi e Contini, grazie al patto stretto tra i tre rispettivi boss e battezzato col nome di Alleanza di Secondigliano.

Successivamente il clan si è riorganizzato sul territorio, mantenendo il controllo delle attività estorsive e dei traffici di droghe. Ha inoltre consolidato i rapporti con i clan Licciardi di Secondigliano (Napoli) e Bidognetti di Casal di Principe (Caserta).

Il 6 giugno 2012 i ROS dei Carabinieri eseguono 47 ordinanze di custodia cautelare con arresti nelle province di Napoli e Caserta; le accuse per gli indagati vanno dall’associazione di tipo mafioso all’estorsione, alla detenzione di armi da guerra.

I capi storici, i fratelli Giuseppe e Francesco Mallardo, sono attualmente all’ergastolo. Il boss Francesco Mallardo, prima di finire agli arresti, era elencato nella lista dei trenta latitanti più pericolosi d’Italia.

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