Blangiardo, presidente dell’Istat: con il Covid una mortalità di portata bellica

Intervenuto a "Family for the Future", il festival delle politiche familiari in programma a Todi: serve un investimento serio sulla natalità

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:52
Il presidente dell'Istat, Gian Carlo Blangiardo, al convegno di Todi Family Future

“Nel 2020 c’è stato un picco di mortalità di portata bellica: la pandemia è stata la terza guerra mondiale. Da marzo dell’anno scorso ad aprile 2021 c’è stato lo stesso numero di morti rilevati tra civili e militari dal 10 giugno del 1940 all’8 settembre del 1943“.

Lo ha detto Giancarlo Blangiardo, presidente dell’Istat, intervenuto a “Family for the Future“, il festival delle politiche familiari in programma a Todi fino a domani.

Le “strategie per contrastare la denatalità” – riferisce una nota degli organizzatori – sono state al centro dell’incontro a cui ha preso parte anche la professoressa Rosita Garzi, sociologa dell’Università degli studi di Perugia. Nella sua relazione, Blangiardo ha illustrato i “numeri del crollo: dal 2013 al 2019, l’Italia ha perso 705mila residenti che salgono a 1,3 milioni se il conto comincia dal 2002″.

“Dal 2013 – ha aggiunto il presidente dell’Istat – ogni anno abbiamo toccato un nuovo record negativo di nascite“. Nell’anno della pandemia, il 2020, sono stati registrati 404mila nuovi nati e 746mila decessi.

Per il 2021 la stima è che il numero di nascite crollerà ancora verso una forbice compresa tra 379 e 385mila. “Fra marzo e aprile del 2020 – ha detto Blangiardo – la parola contraccezione è stata la più ricercata su Google. Abbiamo rilevato la stessa paura che si diffuse al tempo del disastro nucleare di Chernobyl“. “In questa situazione – ha spiegato il presidente dell’Istat – gli equilibri del sistema rischiano di saltare. Tra pochi decenni arriveremo a circa 14 milioni di over 65 e ad oltre 2 milioni di over 90. Servono misure demografiche che siano strutturali e non solo di contrasto all’esclusione sociale ma servono anche strumenti per contenere l’emigrazione italiana e per favorire l’invecchiamento attivo”.

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