Biden annuncia l’uccisione del leader di Al Qaida: “Giustizia è stata fatta”

Al-Zawahri, una delle menti degli attacchi dell'11 settembre, aveva assunto le redini di al Qaida nel 2011 dopo l'uccisione di Osama bin Laden

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:54

“Giustizia è stata fatta”. Così il Presidente Usa Joe Biden, in isolamento a causa del Covid, annuncia dal balcone della Casa Bianca l’uccisione con un drone del leader di Al Qaida Ayman al-Zawahri. Un’operazione di “precisione” e di assoluto “successo” che conferma la determinazione americana contro il terrorismo, afferma il presidente americano.

Il leader di Al Qaida è stato ucciso nella notte fra sabato 30 luglio e domenica 31 luglio italiana – per l’esattezza alle 21.48 del 30 luglio a Washington – nel corso di un’operazione condotta dalla Cia con un drone da cui sono stati lanciati due missili Hellfire. Era sul balcone di una casa nel centro di Kabul quando è stato colpito e ucciso. La sua famiglia era nell’abitazione ma in altre aree ed è rimasta illesa. Il raid non ha causato nessuna vittima civile, riferiscono fonti dell’amministrazione.

La casa, scrive Ansa, era di proprietà di un consigliere aiutante di uno dei leader dei talebani, Sirajuddin Haqqani, figura di spicco dell’omonima rete di miliziani jihadisti. Proprio i membri della rete Haqqani si sono affrettati a prendere il controllo dell’abitazione, cercare di nascondere il fatto che vi si trovava il leader di Al Qaida e spostare rapidamente la sua famiglia. Nonostante questo gli Stati Uniti hanno le prove che al-Zawahri è morto.

I talebani condannano l’operazione ritenendola una “chiara violazione dei principi internazionali e dell’accordo di Doha. Queste azioni sono contro gli interessi degli Stati Uniti, dell’Afghanistan e della regione”, affermano i talebani in una nota.

Al-Zawahri, una delle menti degli attacchi dell’11 settembre, aveva assunto le redini dell’organizzazione terroristica nel 2011 dopo l’uccisione di Osama bin Laden, di cui è stato per anni il braccio destro.

Il raid che ha portato all’uccisione del leader di Al Qaida è stato pianificato per oltre sei mesi, ma di recente i piani hanno subito un’accelerazione, con la svolta l’1 luglio. Nel corso di una riunione il direttore della Cia William Burns e il direttore degli 007 americani Avril Haines hanno illustrato nel dettaglio l’operazione a Biden, presentando al presidente anche il modellino della casa in cui era ospite. Il via libera definitivo di Biden è arrivato il 25 luglio.

Le parole di Biden

L’uccisione del leader di Al Qaida, mette in evidenza Biden, dimostra la determinazione degli Stati Uniti a colpire i leader terroristici. “Non importa quanto tempo serve, o dove vi nascondete, se siete una minaccia gli Stati Uniti vi troveranno“, è il messaggio lanciato dal presidente americano.

“Quando ho messo fine alla missione militare americana in Afghanistan quasi un anno fa, ho deciso che gli Stati Uniti non avevano più bisogno di avere uomini in Afghanistan. In quel momento ho promesso agli americani che avremmo continuato a condurre efficaci operazioni antiterrorismo in Afghanistan. Lo abbiamo fatto. Non consentiremo all’Afghanistan di diventare un paradiso sicuro per i terroristi “, aggiunge Biden assicurando che gli Stati Uniti resteranno “sempre vigili” e faranno “sempre il necessario per mantenere al sicuro gli americani in casa e fuori. Non molleremo mai“.

Più volte nel corso del suo intervento Biden si rivolge alle famiglie delle vittime dell’11 settembre augurandosi che la morte del braccio destro di bin Laden possa aiutarle a voltare pagina.

Descritta solo a grandi linee, l’operazione solleva molti dubbi su come ora si evolveranno i rapporti fra il governo dei talebani e gli Stati Uniti. Parlando di operazione legale, Washington ritiene che i talebani abbiano violato l’accordo di pace consentendo al leader di Al Qaida di entrare nel Paese. I talebani ritengono invece che siano stati gli Stati Uniti ad aver violato gli accordi con il raid.

Israele cattura leader Jihad: massima allerta con Gaza

Altro colpo al terrorismo islamico. Bassam a-Saadi, il leader della Jihad islamica in Cisgiordania, è stato catturato la scorsa notte a Jenin (Cisgiordania) dopo un prolungato scontro a fuoco con miliziani palestinesi, uno dei quali è rimasto ucciso. Lo ha riferito la radio militare. Da Gaza l’ala militare della Jihad islamica ha minacciato attacchi di ritorsione. Israele ha elevato lo stato di allerta nell’area vicina alla Striscia. Diverse arterie sono state chiuse al traffico, un tratto della ferrovia è stato bloccato.

Bassem a-Saadi (62 anni) ha già scontato diversi periodi di reclusione in Israele. Di recente è stato indicato, secondo la radio militare, come l’ispiratore di una serie di attacchi armati a Jenin e nella Cisgiordania settentrionale. Durante il suo arresto, un milizano della Jihad islamica, Cherar al-Kafarini, è rimasto ucciso e due suoi compagni sono stati feriti.

Da Gaza l’ala militare della Jihad islamica ha subito proclamato lo stato di massima allerta fra i suoi miliziani. Ha anche avvertito Israele che reagirà alla cattura del suo dirigente. Di conseguenza le forze armate hanno elevato lo stato di allerta in tutte le località israeliane vicine alla striscia di Gaza. Si temono in particolare, secondo la radio militare, lanci di razzi anti-carro verso veicoli in transito o verso il tratto della ferrovia fra Ashkelon e Sderot, che stamane è stato bloccato. Israele ha inoltre chiuso il valico di transito con Gaza di Yad Mordechai. Sono rimasti così bloccati migliaia di pendolari di Gaza in procinto di andare a lavorare in Israele.

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