Amendola all’Ue: “Nessun Paese regge l’urto della pandemia”

Il ministro degli Affari Europei lancia un appello ai partner comunitari: "Va negoziata subito una politica fiscale coordinata"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:28

“Per far fronte all’impatto della pandemia del coronavirus sull’economia “Si deve mettere insieme la mutualizzazione del rischio– afferma il ministri degli Affari europei, Enzo Amendola a Radio24-.C’è il rischio recessione, come lo affrontiamo tutti insieme? Io non credo che ci sia nessun Paese, anche il più forte, che riesce a reggere quest’urto che sta arrivando“.

No all’Italexit

Draghi super commissario alla ricostruzione europea? “Sono solo ipotesi giornalistiche, una figura come Mario Draghi non si tira mai per la giacchetta”,sostiene Amendola e a chi vorrebbe l’ex presidente della Banca centrale europea al posto del premier Conte risponde: “Molti in Italia lo tirano in ballo e dicono che dovrebbe scendere in campo poi il giorno dopo parlano di Italexit e del referendum per uscire dall’Unione europea. Credo che ci sia un po’ di confusione in alcune dichiarazioni”. E aggiunge:“Io sono realista. Quello che bisognerà fare nei prossimi giorni, con l’Eurogruppo e il nostro ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, è trovare una via d’uscita, una soluzione. Se guardo quello che hanno fatto la Bce e la Commissione europea sono ottimista perché in dieci giorni hanno fatto delle cose di cui si discuteva da anni”, spiega il ministro, rispondendo a chi gli chiedeva se ora c’è il rischio che l’Europa si disgreghi.

Mondo nuovo

“Dopo il Consiglio europeo bisognerà trovare degli strumenti di politica fiscale coordinata. La base di partenza sono le scelte già fatte dalla Commissione tra il 10 e il 20 marzo e sono state scelte rivoluzionarie fatte in poco tempo– puntualizza il ministro degli Affari Europei-. Rispetto alla crisi del 2008-2010, qui siano in un mondo completamente nuovo è qualcosa di molto più radicale e a qualcosa di più radicale serve una risposta straordinaria, quindi “bene le scelte, adesso bisogna fare l’ultimo passo: negoziare una politica fiscale coordinata“.

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