A caccia di diplomati negli istituti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:04

Le imprese italiane non trovano un giovane su due in settori tecnici. Secondo le elaborazioni di Confindustria sulla base di dati Istat e Unioncamere saranno oltre 200 mila i posti di lavoro a disposizione nel prossimo triennio (2020-2022) nei settori della meccanica, delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, dell’alimentare, del tessile, della chimica e del legno-arredo.

Figure difficili da reperire

Gli imprenditori cercano con urgenza figure professionali che in più di 1 caso su 3 sono di difficile reperimento, addirittura per gli under 29 si farà fatica a selezionarne 1 su 2. L'offerta formativa è  infatti carente soprattutto per le competenze scientifiche e tecniche medio-alte. Le previsioni, evidenzia LaPresse, indicano che saranno 67 mila i nuovi posti di lavoro nel settore della meccanica. Di questi, circa un terzo saranno disponibili per professioni manageriali, scientifiche e di elevata specializzazione (come ingegneri, progettisti e specialisti in scienze informatiche) e per professioni tecniche come ad esempio addetti alla gestione dei processi produttivi, specie quelli legati al digitale. Nei settori della chimica, della farmaceutica e della fabbricazione di prodotti in gomma e plastica, si prevede per il prossimo triennio una domanda di lavoro pari a circa 16 mila addetti. In questo settore, le professioni tecniche, scientifiche e di elevata specializzazione (come l’analista chimico, il ricercatore farmaceutico e il tecnico di laboratorio) rappresenteranno dalla metà ai due terzi delle figure professionali richieste, con una significativa domanda anche di dottori di ricerca.

New economy

La domanda di lavoro delle imprese delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione è stimata sui 40 mila individui nel triennio 2020-2022. In particolare, in prospettiva le figure più richieste saranno il programmatore, il progettista/sviluppatore di software e app, il data-scientist il progettista di apparecchiature informatiche e loro periferiche e il progettista di impianti per le telecomunicazioni. Sia i macro-settori della chimica che delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione si caratterizzano per una forte domanda di nuovi posti di lavoro che prescindono dal turn-over dei lavoratori che andranno in pensione. È il caso, riferisce LaPresse, anche del settore alimentare in cui gli ingressi complessivi entro il 2020 saranno circa 45 mila, con una crescita di quasi +15 mila rispetto allo scorso anno, con una forte domanda di giovani under 29. Significativa inoltre la crescita del fabbisogno del settore tessile, che si attesterà sulle 25mila persone, caratterizzata inoltre da punte di difficoltà di reperimento che superano l’80% per figure tecniche fondamentali come i modellisti. Nel legno-arredo invece, la domanda di lavoro consisterà di quasi 12 mila nuovi ingressi con una forte domanda di designer e operai specializzati nella lavorazione del legno. 

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