Gilet gialli: scontri sugli Champs-Elysées

Sale la tensione sugli Champs-Elysées, a Parigi, dove circa 5.500 gilet gialli sono scesi in piazza per protestare contro il governo e chiedendo le dimissioni del presidente Macron, colpevole di voler alzare il costo della benzina. Una cifra inferiore rispetto agli ottomila di sabato scorso. E' quanto ha dichiarato il primo ministro Edouard Philippe, che ha rinunciato a partecipare ad una riunione del partito di maggioranza, La Republique En Marche, per seguire direttamente la situazione in prefettura. Al momento il bilancio della prefettura parla di 65 feriti, fra i quali 11 poliziotti

I “rinforzi” dalla Bastiglia

I manifestanti sono scesi in piazza questa mattina intorno alle 9 e, se in un primo momento la situazione sembrava tranquilla, circa un centinaio di gilet gialli hanno iniziato a lanciare lacrimogeni contro il cordone della polizia. Altri fumogeni sono stati lanciati verso l'Etoile che è l'ultima zona aperta alla circolazione prima del blocco sugli Champs-Elysees. Più tardi, nella mattinata, altri 200-300 gilet gialli si sono spostati dalla zona della Bastiglia agli Champs-Elysees dove, la polizia continua a bloccare in modo deciso quanti non si sottopongono alle perquisizioni

L'assalto al Milite Ignoto

Alcuni dei gilet gialli, all'Arco di Trionfo, hanno circondato la tomba del Milite Ignoto gridando slogan contro Emmanuel Macron, saltando e sventolando bandiere. Alcuni hanno tracciato, sull'Arco di Trionfo, scritte con lo spray nero, fra cui “i gilet gialli vinceranno”. Il primo ministro Philippe si è detto scioccato da una violenza senza precedenti ed ha accusato i manifestanti di prendersela con i “simboli della Repubblica”. Di opinione diversa Marine Le Pen, che su Twitter ha parlato di “gilet gialli che hanno protetto con il loro corpo, cantando la Marsigliese, la fiamma del milite ignoto da casseur. Bravi“.