Il linguaggio dei segni arriva alle Poste

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Le Poste italiane parlano Lis, la lingua dei segni utilizzata da persone con deficit uditivo. Grazie alla sensibilità di una dipendente, la signora Antonella Manfrin, l’ufficio postale n. 4 di Bertesinella (nella periferia di Vicenza) offe un servizio di consulenza per non udenti: è la prima volta in Italia.

Autodidatta

“Ho iniziato da autodidatta – racconta la signora Manfrin su Redattore Sociale -. Durante una gita scolastica, a circa dieci anni, mi portarono in un istituto che all’epoca era una scuola speciale e ospitava ragazzi sordi. Ne rimasi folgorata. Poi sono andata a lavorare alle Poste, nell’ufficio protocollo, dove c’era una collega sorda che usava la Lis. Lavorando insieme, ha avuto la pazienza di insegnarmi ad esprimermi con quella lingua”.

“È una lingua bellissima, di una poesia eccezionale – spiega –. A volte con i segni trasmetti molto più della parola. Anche le sensazioni, il tuo stato d’animo. E poi non puoi mentire: il sordo legge la parola, anche il labiale, ma soprattutto le espressioni facciali, che non sempre si riescono a tenere sotto controllo”.

Per ora il servizio è attivo soltanto nell’agenzia numero 4 di Vicenza ma l’obiettivo, come conferma il direttore dell’Area Nord Est di Poste Italiane Pietro La Bruna, è quella estendere il servizio in più uffici possibili. “Mi piace sapere che Poste Italiane abbia un occhio di riguardo per mettere a proprio agio le persone che vengono da noi. Non è solo un modo per dire che il cliente è al centro di Poste – conclude Manfrin -: è la verità!”.

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