Gas killer in Siria, Putin: “Inaccettabili gli attacchi ad Assad, serve un’indagine imparziale” Il presidente russo ha risposto così alle accuse di Israele. Peskov replica a Trump: "Washington non ha alcuna informazione obiettiva su quanto avvenuto a Idlib"

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Vladimir Putin risponde alle accuse mosse da Israele nei confronti di Bashar al Assad sulla responsabilità nell’attacco con armi chimiche nella regione di Idlib, in Siria. Nel corso di una telefonata il leader del Cremlino ha detto a chiare lettere a Benjamin Netanyahu che è “inaccettabile attaccare qualcuno finché non viene condotta una indagine internazionale completa e imparziale”.

Il colloquio arriva dopo le dichiarazioni del ministro israeliano della Difesa, Avigdor Lieberman, il quale si era detto certo “al cento per cento” che dietro l’attacco con gas letali ci fosse il regime di Damasco.

Il Cremlino ha anche replicato a Donald Trump che aveva parlato di “affronto all’umanità”, affermando di voler cambiare atteggiamento nei confronti di Assad. “E’ necessario un atteggiamento più bilanciato” ha sottolineato, Dmitri Peskov, portavoce di Putin. “Non è possibile saltar fuori con valutazioni affrettate su cosa è avvenuto in Siria, nella provincia di Idlib”. Peskov ha aggiunto che Washington non ha nessuna “informazione obiettiva sul crimine mostruoso rappresentato dalla strage di due giorni fa, in quanto subito dopo la tragedia nessuno ha potuto aver accesso alla zona colpita e quindi nessuna delle informazioni di cui può disporre la parte statunitense, o i nostri colleghi in altri paesi, può basarsi su prove materiali o testimonianze oggettive“.

Damasco, intanto, continua a negare ogni responsabilità. Il ministro siriano degli Esteri, Walid al Muallim, durante una conferenza stampa in diretta tv ha ribadito che il regime di Assad  “non ha mai usato e non userà mai armi chimiche in Siria”. Dichiarazioni analoghe erano state già pronunciate da Muallim e altri rappresentanti del governo siriano dal 2012, prima dell’attacco chimico dell’agosto del 2013 nella regione di Damasco nel quale morirono centinaia di persone. La Commissione d’inchiesta internazionale dal 2011 incaricata dall’Onu di far luce sulle violazioni in Siria ha documentato l’uso di armi chimiche da parte del governo siriano sin dal 2012.

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