CALAIS, CAMIONISTI E COMMERCIANTI BLOCCANO L’AUTOSTRADA: “CHIUDETE LA GIUNGLA” Lo sgombero della Giungla di Calais era iniziato lo scorso marzo, senza non poche tensioni e proteste da parte dei migranti che vi si erano stabiliti

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Nervi tesi a Calais, dove camionisti, commercianti e agricoltori hanno deciso di scendere in strada e protestare per chiedere la chiusura del grande campo profughi situato nelle vicinanze della cittadina e noto come “La Giungla”. I manifestanti hanno bloccato l’autostrada a A16, formando una vera e propria catena umana. Per loro, la causa del crollo economico della regione, sarebbe proprio la presenza delle migliaia di profughi che si sono organizzati in un enorme accampamento nell’attesa di cogliere la prima occasione per poi spostarsi in gran Bretagna.

Inoltre, le autorità hanno previsto che altri due cortei di mezzi pesanti che convergeranno sulla zona: uno con una quarantina di camion provenienti da Loon, mentre l’altro – formato da una trentina di mezzi, dovrebbe arrivare da Boulogne. “Non ci sposteremo fino a quando lo Stato non ci fornirà le date dello smantellamento della zona nord della Giungla”, hanno affermato alcuni dei manifestanti, citati dal quotidiano francese Le Figaro.

La manifestazione dei commercianti, agricoltori e camionisti nella cittadina portuale a nord della Francia, ha preso vita dopo che il ministero dell’Interno Bernard Cazeneuve ha visitato – nella giornata – il campo. Il ministro ha sì promesso che il campo verrà sgomberato, ma non ha accennato nulla in riferimento alla tempistica.

Lo sgombero della Giungla di Calais era iniziato lo scorso marzo, senza non poche tensioni e proteste da parte dei migranti che vi si erano stabiliti. Come gesto estremo un gruppo di nove migranti iraniani si era fatto cucire la bocca e si erano mostrati con il volto coperto, sfilando in corteo. Ognuno di loro in mano aveva un cartello dove si poteva leggere: “Dov’è la vostra democrazia? Dov’è la nostra libertà?”. Inoltre si erano verificati anche degli scontri, durante i quali almeno 11 poliziotti erano stati feriti e 3 attivisti arrestati. In soli due giorni gli addetti allo sgombero, assistiti dalle forze dell’ordine per scongiurare nuove rappresaglie, avevano “liberato” almeno 10.000 metri quadrati di terreno.

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