Innovazione per non avere paura

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In 5mila anni di storia l’umanità non è cambiata. Le stesse diffidenze di allora sembrano influenzare la nostra vita. Pensiamo all’innovazione. Nel passaggio dalla tradizione orale a quella scritta non pochi autori manifestarono preoccupazioni. Si disse, fra le altre cose, che trascrivere gli antichi miti ne avrebbe cristallizzato il contenuto, lo avrebbe reso invariabile, eliminando quella componente di improvvisazione che li rendeva vitali.

Diversi secoli dopo l’invenzione dei caratteri mobili rivoluzionò l’editoria. Ma anche in quel caso non mancò una certa dose di diffidenza. Alcuni sostenevano, in particolare, che la stampa avrebbe ucciso l’arte del manoscritto, con il suo corollario di miniature e illustrazioni. E avrebbe tolto lavoro a migliaia di monaci che, con pazienza, avevano consentito al sapere antico di arrivare sino all’evo moderno.
Se quei timori avessero fatto breccia nella società oggi non avremmo libri e giornali, cioè strumenti che hanno consentito l’alfabetizzazione di massa e una più equa diffusione della cultura. Due fattori, questi, che sono alla base di ogni sistema democratico.

Negli ultimi decenni la tecnologia ha fatto passi da gigante modificando in maniera sensibile il nostro stile di vita. Viviamo connessi per la maggior parte della nostra giornata, i social media hanno ridotto le distanze, consentendoci di comunicare in simultanea con chi si trova dall’altra parte del pianeta. Il web oggi ci consente di svolgere online ogni nostra attività: lavoro, affari, studio, ricerca. Tutto avviene più velocemente perché il tempo, in una società in cui gli spazi vitali sembrano ridursi, è diventato la risorsa più preziosa.

Sentirsi alienati, in un contesto così diverso da quello in cui siamo nati e cresciuti, fa parte della nostra natura. Ma questo non deve spingerci a rifiutare un cambiamento che già oggi produce nuove opportunità. Il settore che ne avrà maggiore beneficio è quello del lavoro. Pensiamo alla web reputation, cioè all’insieme di dati che costituiscono la fama digitale di una persona o di una società. Queste informazioni possono orientare le nostre scelte. Se dobbiamo comprare un oggetto su Ebay ci rivolgeremmo a un venditore giudicato come “affidabile” dagli altri utenti. Oppure se siamo imprenditori e abbiamo necessità di assumere personale, potremmo sfruttare i social network per capire non solo se il candidato ha le qualità richieste ma anche se, ad esempio, condivide valori e spirito aziendale. La web reputation a sua volta crea nuovi spazi. Perché se fare “buona impressione” online diventa un bisogno ne deriverà una domanda economica cui nuove imprese, specializzate nella cura dell’immagine virtuale, potranno rispondere.

Quello della fama digitale è solo una delle migliaia di esempi che si possono fare per scoraggiare la paura dell’innovazione. Il cambiamento, il progresso, sono immanenti alla storia umana. I nostri antenati, sia pur tra mille dubbi, ebbero il coraggio di andare avanti. Oggi li ringraziamo, come un domani i nostri nipoti faranno con noi.

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