BANGLADESH, UCCISO UN SACERDOTE INDU’: OMICIDIO RIVENDICATO DALL’ISIS Dal febbraio dello scorso anno, più di trenta intellettuali ed esponenti delle minoranze religiose sono stati uccisi nel Paese

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Bangladesh

Un sacerdote indù è stato ucciso all’arma bianca nel Bangladesh nord-occidentale, ennesimo omicidio di una persona straniera o appartenente alle minoranze religiose. Alcune ore dopo gli integralisti islamici dell’Isis hanno rivendicato l’assassinio. Il religioso, Anando Gopal Ganguly di 69 anni, è stato colpito alla testa e poi sgozzato nel distretto di Jhenaidah da tre uomini.

Il vice sovrintendente della polizia locale ha detto che gli assassini, arrivati e fuggiti in motocicletta, hanno intercettato la vittima mentre da casa, verso le 9:30, stava andando al tempio in bicicletta. Modalità che ricordano l’uccisione del cooperante Cesare Tavella, assassinato lo scorso 28 settembre a Dacca.

In gennaio è stato sgozzato nello stesso modo Samir Ali, medico omeopatico che si era convertito al cristianesimo e l’omicidio è stato rivendicato dall’Isis. Il sacerdote indù è il terzo ucciso ‘eccellente’ in Bangladesh dopo quello della moglie di un ispettore antiterrorismo di Chittagong e di un commerciante cristiano a Natore. Il 28 settembre 2015 a Dacca era stato ucciso il cooperante italiano Cesare Tavella.

Dal febbraio dello scorso anno, più di trenta intellettuali ed esponenti delle minoranze religiose sono stati uccisi in Bangladesh, tutti con modus operandi simili. Inoltre, solo due giorni fa il sedicente Stato Islamico aveva rivendicato la decapitazione di un commerciante cristiano.

 

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