CAMPIDOGLIO: ULTIMI RUGGITI PRIMA DEL VOTO DEI CANDIDATI Raggi, Giachetti, Marchini e Fassina chiudono la campagna elettorale. Obiettivo: limitare l'astensionismo

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Rush finale di comizi prima del voto. Dopo Giorgia Meloni anche Virginia Raggi, Roberto Giachetti e Stefano Fassina chiudono la campagna elettorale per la corsa al campidoglio. Obiettivo principale, convincere gli indecisi e arginare l’astensionismo. Alle comunali del 2013 votò meno del 53% dei romani. “Asfaltiamoli, è la nostra occasione, insegniamogli come si fa la politica a Roma”, urla Raggi dal palco di piazza del Popolo al comizio finale M5s, davanti a migliaia di persone. Con lei Dario Fo, Claudio Santamaria – che canta “Nun te reggae più” di Rino Gaetano in versione anti-renziana -, parlamentari come Alessandro Di Battista e Paola Taverna, i candidati al Comune. Assente invece Fiorella Mannoia. Grillo compare in un video che lo mostra camminare sull’acqua: “A Roma rendiamo possibile l’impossibile”, dice. Più tardi prevista una sua telefonata. “Si sono mangiati la città – ancora Raggi -, ma se vinciamo Renzi ha detto che si dimette. Motivo in più per convincere gli indecisi”.

Intanto Giachetti compie un tour in nove diversi Municipi – molti di periferia -; spostamenti in scooter come per gran parte della campagna iniziata a gennaio per le primarie. “Dobbiamo convincere gli indecisi, è il momento più importante”, dice il candidato che sente un “clima cambiato: non è più in discussione il nostro arrivo al ballottaggio”. Il vicepresidente della Camera dei Deputati si sente forte di “un partito rinnovato” e di aver già presentato programma e assessori. E alla Raggi dice “tu non sai come funziona l’amministrazione comunale, non sapresti dove mettere le mani”.

Ottimista anche Marchini, nonostante gli ultimi sondaggi lo diano in ritardo rispetto a Raggi, Giachetti e Meloni. L’ingegnere dalla lista civica chiude stasera a Ostia, periferia marittima e problematica di Roma – unico Municipio sciolto per mafia – con l’alleato importante Berlusconi, che esorta a “votare con buon senso” per Marchini. “Sono cittadino romano da tre anni”, dice l’ex Cavaliere convinto che con l’ingegnere al secondo turno il Pd voterebbe per lui. “Sono sicuro di andare al ballottaggio – afferma Marchini -, penso di prendere più del 20%”. Pronto lo scenario B. “In caso di ballottaggio tra Giachetti e Raggi il mio elettorato se ne andrebbe al mare – dice Marchini -, perché sarebbe disilluso e perché saprebbe che si sarebbe persa l’unica vera occasione di cambiamento”.

Fassina con Sinistra italiana e Sel conclude a Centocelle, altra periferia, una campagna elettorale che ha rischiato di concludersi anzitempo per la bocciatura a causa di errori formali nelle liste, poi riammesse dal Consiglio di Stato. Il suo risultato potrebbe condizionare quello di Giachetti. “Roma può rinascere se si produce un radicale cambiamento di programmi e di gestione – secondo Loredana De Petris, capogruppo SI al Senato -. Solo Stefano Fassina e Sinistra italiana possono realizzare questo cambiamento”. Meloni con Fdi-An e Lega ha chiuso ieri a Tor Bella Monaca e oggi attacca Raggi accusandola di “superficialità”. Ottimista l’alleato Matteo Salvini: “Si giocherà per pochi voti, conto che Giorgia arriverà al ballottaggio”.

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