LA CELEBRAZIONE DELLE VITTIME DEL TERRORISMO NEL RICORDO DI ALDO MORO

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Sono passati 38 da quel lontano 9 maggio del 1978, quando l’Italia fu scossa dall’omicidio di Aldo Moro e Peppino Impastato. Dal pochi anni la Repubblica Italiana ha istituito, in questa data, il Giorno della Memoria dedicato alle Vittime del Terrorismo Interno e Internazionale, e delle stragi di tale matrice. La legge venne emanata il 4 maggio 2007. Fu approvata al Senato dalla 1ª Commissione, in sede deliberante, il 3 aprile dello stesso anno. Successivamente è stata approvata alla Camera il 2 maggio con una maggioranza di 420 voti favorevoli a fronte di 46 astenuti (i Deputati del Partito della Rifondazione Comunista e del Partito dei Comunisti Italiani).

Alcuni Deputati hanno abbandonato l’Aula al momento del voto. Gli esponenti dei due partiti comunisti dichiararono la propria astensione perché non ritenevano la data del 9 maggio sufficientemente rappresentativa. Avrebbero voluto che la ricorrenza venisse celebrata il 12 dicembre, in onore delle vittime della Strage di Piazza Fontana. L’anno dopo, il 9 maggio del 2008, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha pronunciato un fermo discorso, condannando la violenza politica stigmatizzando “la reviviscenza del più datato e rozzo ideologismo comunista» e la «reviviscenza addirittura di un ideologismo e simbolismo neo-nazista”.

In particolare, in merito allo scopo del Giorno della memoria ha sottolineato: “Quel che più conta, tuttavia, è scongiurare ogni rischio di rimozione di una così sconvolgente esperienza vissuta dal paese, per poter prevenire ogni pericolo di riproduzione di quei fenomeni che sono tanto costati alla democrazia e agli italiani. Lo Stato democratico, il suo sistema penale e penitenziario, si è mostrato in tutti i casi generoso: ma dei benefici ottenuti gli ex terroristi non avrebbero dovuto avvalersi per cercare tribune da cui esibirsi, dare le loro versioni dei fatti, tentare ancora subdole giustificazioni”.

La Presidenza della Repubblica ha realizzato per l’occasione il volume Per le vittime del terrorismo nell’Italia repubblicana edito dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. La prefazione è stata scritta dal Capo dello Stato e il volume contiene una serie di 378 schede di vittime degli anni dal 2003 ai primi anni ’60, ordinate in maniera inversa rispetto alla data, dalla più recente Emanuele Petri assassinato nel 2003 alle più lontane negli anni del terrorismo altoatesino.

In questo giorno tanto caro alla Repubblica Italiana, ci fa bene ricordare le parole dell’onorevole Moro: “Non è importante che pensiamo le stesse cose, che immaginiamo e speriamo lo stesso identico destino, ma è invece straordinariamente importante che, ferma la fede di ciascuno nel proprio originale contributo per la salvezza dell’uomo e del mondo, tutti abbiano il proprio libero respiro, tutti il proprio spazio intangibile nel quale vivere la propria esperienza di rinnovamento e di verità, tutti collegati l’uno all’altro nella comune accettazione di essenziali ragioni di libertà, di rispetto e di dialogo”.

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