CAIVANO, MOLOTOV CONTRO LA CASA DI CAPUTO: INDAGATI 6 FAMILIARI DI FORTUNA La mamma del piccolo Antonio Giglio, morto un anno prima di Fortuna, ha subito un'aggressione in carcere da parte delle altre detenute

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Svolta nelle indagini sull’incendio scoppiato nella casa di Raimondo Caputo, l’uomo arrestato nei giorni scorsi accusato di aver abusato e poi ucciso la piccola Fortuna Loffredo nel Parco Verde di Caivano, a Napoli. I presunti responsabili, che avrebbero lanciato la bomba incendiaria dopo la diffusione della notizia del provvedimento nei confronti dell’uomo, sarebbero sei familiari della bimba, tra cui anche la mamma. I sei sono indagati per il reato di incendio doloso.

Nel frattempo, la mamma del piccolo Antonio Giglio, morto un anno prima di Fortuna in circostanze altrettanto misteriose, dopo essere stata accusata di aver violato i domiciliari, è stata portata in carcere dove è stata vittima di un’aggressione da parte delle altre detenute. ”Le detenute del carcere di Pozzuoli hanno picchiato la mamma del piccolo Antonio, vittima del palazzo degli orrori di Caivano – ha comunicato con una nota il Sappe, Sindacato autonomo di polizia penitenziaria -. Solo l’intervento delle poliziotte penitenziarie, due delle quali sono rimaste contuse ha impedito un linciaggio”.

Intanto Pietro Loffredo, papà di Fortuna, e Gennaro Giglio, padre di Antonio, stanno svolgendo in questi giorni autonome “indagini” nel quartiere, quasi da detective privati, per ricostruire la storia dei loro figli deceduti, della cui vita sanno molto poco. Loffredo, quando morì Fortuna, era in carcere per una vicenda di dvd falsi, mentre Giglio non riusciva a vedere il figlio perché la sua ex, Marianna Fabozzi non glielo faceva vedere. L’obiettivo è di poter contribuire a fare piena luce sui due terribili casi.

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