TENERO INCONTRO TRA IL PONTEFICE E LIZZY, LA BAMBINA CHE DIVENTERA’ CIECA La piccola è affetta dalla sindrome di Usher di tipo B. L'abbraccio con il Papa è avvenuto dopo l'udienza generale

546
papa lizzy

Papa Bergoglio ha incontrato Lizzy, Elizabeth Myers, la bambina americana che sta facendo commuovere il mondo. Affetta da una malattia rara, la sindrome di Usher di tipo B, perderà nel giro di qualche anno la vista e l’udito. Lei non lo sa e si gode con la spensieratezza di una bimba di 5 anni questa vacanza magica a Roma e l’abbraccio con Papa Francesco, che lei stessa aveva chiesto di incontrare. Poche parole al termine dell’udienza generale in una assolata piazza San Pietro.

“Parlava un ottimo inglese e ci ha chiesto come ci chiamavamo“, racconta il papà Steve, emozionato e ancora incredulo per la grande attenzione sulla loro storia. “Poi – prosegue mamma Christine – Papa Francesco ha benedetto gli occhi di Lizzy, ha detto che pregherà per lei e per noi, e ha chiesto a Lizzy e a noi di pregare per lui”. La bambina ha poi dato al Papa una scatolina in regalo: dentro un frammento di meteorite caduto nell’Ohio, da dove viene la famiglia Myers. Francesco ha chiesto di che cosa si trattasse, ha ringraziato e sorriso. “Che cosa abbiamo provato? Non si può descrivere – dice la mamma in una affollata conferenza stampa organizzata dall’Unitalsi -, è troppo, le parole sono limitate, i sentimenti vanno oltre”. Il papà aggiunge di “avere sentito un traboccante senso di pace. Credo che sia accaduto un grande miracolo, qualsiasi cosa poi accadrà”.

Il viaggio a Roma e l’incontro con il Papa è stato un regalo che i genitori hanno voluto fare alla piccola prima che perda la possibilità di vedere. “Lei non sa nulla, vivrà l’esperienza piano piano, ci farà domande”, spiegano i genitori. Le hanno proposto la vacanza a Roma. E lei, figlia di genitori cattolici “da generazioni”, come loro stessi dicono con una battuta, e alunna di un asilo cattolica, ha subito replicato: “Allora andiamo dal Papa, voglio bussare alla porta della sua casa”. Il resto lo ha fatto la macchina della solidarietà, dalla Turkish Airlines che ha pagato il viaggio a chi li ha ospitati, fino all’Unitalsi che ha organizzato l’incontro con il Papa.

“Questa storia ci ha coinvolto anche emotivamente – commenta Emanuele Trancalini, presidente di Unitalsi Roma – e ci siamo messi a disposizione della famiglia Myers per far comprendere ai genitori di Lizzy che non sono soli nella battaglia contro questa terribile malattia”. E infatti papà Steve dice di essersi sentito “come avvolto dall’affetto degli italiani”. La piccola nei giorni scorsi ha visto anche il Colosseo (“Dove sono i leoni?”, ha chiesto) ed è stata accolta in Campidoglio dal prefetto Francesco Paolo Tronca che ha voluto per l’occasione i vigili in alta uniforme. Ora i Myers sono in volo verso casa. Prossima tappa, se ci saranno le condizioni, “farle conoscere alcune bellezze naturali degli Stati Uniti”, confida la mamma. L’Unitalsi li ha invitati a Lourdes al pellegrinaggio di ottobre. “Sembra difficile – replica il padre -. Anche se abbiamo visto in questi giorni che le cose difficili poi possono realizzarsi”.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS