USA 2016, TRUMP: “NON SOSTERRO’ UN ALTRO CANDIDATO GOP” Il magnate del real estate ha difeso il manager della sua campagna, Corey Lewandowski, ribadendo la sua innocenza in base al video diffuso

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“Non lo sosterrò”. E’ la secca risposta che il candidato alla nomination del Grand Old Party, Donald Trump, ha dato ad Anderson Cooper, che ha intervistato i candidati repubblicani durante il dibattito alla Cnn in vista del voto in Wisconsin del prossimo 5 aprile. Un dibattito serrato, che ha messo in  evidenza più di qualche screzio fra i vari candidati.

“Corro per vincere, non per fermare Trump. E vincerò”. Ha dichiarato Ted Cruz ostentando un’enorme sicurezza riguardo all’esito della nomination. Inoltre Cruz ha aggiunto che anche se non otterrà il numero dei delegati necessari prima della convention, potrà conquistare la nomination repubblicana.

Poi il dibattito entra nel vivo e la prima domanda, quasi scontata, è la reazione alle accuse di percosse mosse nei confronti del manager della campagna di Trump. “Gli attacchi e gli insulti non hanno posto nella campagna elettorale, neanche la violenza fisica”, mette in evidenza Cruz. Poi è la volta della lotta all’Isis, sulla quale non usa mezzi termini: servono bombardamenti a tappeto, che colpiscano le loro infrastrutture. L’altro grande fronte è quello della lotta alla droga, una battaglia contro la quale l’amministrazione Obama ha lanciato nuove misure. La ricetta di Cruz passa per confini più sicuri, in grado di fermare il flusso di droga. L’argomento offre l’occasione a Cruz per raccontare della sorella Mary, morta per overdose.

Dopo il senatore del Texas, è la volta di Trump. Il magnate del real estate torna a difendere il manager della sua campagna, Corey Lewandowski, ribadendo la sua innocenza in base al video diffuso. Trump si difende anche dalla accuse di aver innescato la cosiddetta “guerra delle mogli” con Cruz (una battaglia di insulti e allusioni su Twitter fra i due candidati sulle rispettive mogli): “Non sono stato io a iniziare”. E ribadisce la sua agenda: “Sicurezza, sicurezza, sicurezza. Ma anche sanità e istruzione”. La parola poi passa a John Kasich, il governatore dell’Ohio. Moderato e pacato, ammette di essere stato ignorato nella maggior parte dei dibattiti, anche se è il “candidato migliore”. A chi gli chiede se sosterrà il candidato repubblicano alla Casa Bianca, Kasich risponde con cautela. “Mi hanno disturbato alcune cose che ho visto. Devo pensare a quali potrebbero essere le mie parole e a cosa significherebbe un appoggio a un candidato. Vedremo cosa succede”.

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