ITALIANI UCCISI IN LIBIA: IN CENTINAIA PER L’ULTIMO SALUTO A FAILLA E PIANO Dopo le esequie nuove polemiche sulle autopsie

612
funerali

Per Salvo Failla e Fausto Piano è il giorno dell’ultimo saluto. In centinaia si sono recati nella chiesa di Santa Tecla a Carlentini (Siracusa) e nel palazzetto dello Sport di Capoterra (Cagliari) per i funerali dei due tecnici della Bonatti assassinati la scorsa settimana in Libia.

Un lungo applauso, che non scioglie il dolore della famiglia, ha accompagnato l’uscita dalla chiesa della salma di Michele Failla. Il corteo, accompagnato da due sacerdoti, si è mosso tra lacrime e commozione. Fotografi e giornalisti sono stati tenuti a distanza dalle forze dell’ordine, con un cordone di sicurezza davanti alla chiesa. A Carlentini è giunto anche Filippo Calcagno, anche lui rapito in Libia, ma rilasciato. E’ arrivato nella chiesa di Santa Tecla accompagnato dalla moglie di Failla, Rosalba Scorpo. Presente al rito delle esequie anche il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta. “Nessun commento – ha detto il governatore – non me la sento: è un momento di dolore, e il dolore va rispettato”.

A Cagliari, l’ultimo saluto a Fausto Piano inizia con il saluto dell’arcivescovo Arrigo Miglio alla moglie e ai figli. Gremito il palazzetto dello sport di Capoterra: migliaia di persone hanno prima partecipato al corteo iniziato che ha attraversato le strade della cittadina alle porte di Cagliari. Le stesse hanno poi riempito gli spalti e il parquet dell’impianto sportivo. “Il volto della guerra è questo – ha detto mons. Miglio ricordando anche la scomparsa del collega di Piano, Salvatore Failla – fatto di lacrime e strazio. Lo scopriamo quando entra e ferisce la vita di una famiglia. Questa è una di quelle morti che ci cambiano: ci fa guardare lontano nello spazio e nel tempo. Ogni nostra scelta e non scelta tocca sempre tutti”. Un monito, quello dell’arcivescovo, contro l’indifferenza. In prima fila ci sono i familiari, con loro Gino Pollicardo, il collega scampato alla morte. Presente tra gli altri il presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru, il sindaco di Capoterra, Francesco Dessì, e tanti altri primi cittadini della zona.

Dopo le esequie sorgono nuove polemiche circa le autopsie eseguite in Libia. “Le nostre perplessità si sono rivelate fondate. Il prelievo di parte di tessuti corporei ha reso impossibile l’identificazione dell’arma usata, la distanza e le traiettorie. Non è stata un’autopsia (quella in Libia, ndr) è stata una macelleria”. Sono le parole dell’avvocato Francesco Caroleo Grimaldi. “E’ stato fatto qualcosa – ha aggiunto l’avvocato – che ha voluto eliminare l’unica prova oggettiva per ricostruire la dinamica dei fatti”. Il penalista, che assiste i familiari di Failla, ha tuttavia riconosciuto l’impegno dei rappresentanti italiani in Libia che “si sono battuti per evitare questo scempio”. Il ministro Gentiloni ha informato il Parlamento sulla vicenda dei quattro tecnici italiani rapiti in Libia. “L’Italia non vuole avventure inutili”, ha detto il ministro, assicurando che un eventuale intervento avverrà “solo con il via libera delle Camere”.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS