IL MINISTRO LORENZIN: “L’UTERO IN AFFITTO DIVENTI REATO PENALE” Boschi: "In Senato il Pd non è autosufficiente. Dobbiamo creare un punto di incontro tra le forze che ci sono"

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“Contro l’utero in affitto sanzione amministrativa inutile. Deve essere reato penale con inadottabilità”: è quanto scrive in un tweet il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che propone in alternativa lo stralcio dal testo sulle unioni civili, comunemente noto come ddl Cirinnà. Nessun dubbio dunque da parte della politica – candidata tra le fila del Nuovo Centro Destra e già Ministro della Salute nel Governo Letta nel 2013 – a pochi giorni dalla ripresa dell’esame in Senato del ddl. Il tweet della Lorenzin arriva dopo l’apertura del presidente del Senato Pietro Grasso per superare il braccio di ferro sull’emendamento-Marcucci, il cosiddetto «canguro» che dovrebbe blindare il testo Cirinnà.

“È un’ipotesi in campo” aveva risposto il presidente a Palazzo Madama alla domanda se sia plausibile o meno l’ipotesi che vengano dichiarati inammissibili tutti gli emendamenti cosiddetti “supercanguri”. “Sto valutando tutte le ipotesi e tutti gli scenari – aveva aggiunto – potendo avere finalmente un fascicolo “umano” di soli 1.200 emendamenti al netto delle valutazioni di ammissibilità”.

Al Ministero della Giustizia il ministro Andrea Orlando (del Pd) si è confrontato con la Lorenzin proprio sul delicato tema delle adozioni. Il Ministro della Salute lo ha conferma al termine di un convegno a Roma organizzato da Rutelli. «Io credo che ormai bisognerà votare sull’emendamento» per stralciare l’articolo sulla stepchild adoption dal ddl sulle unioni civili, ha rimarcato la Lorenzin, «a meno che non si riesca a trovare un punto di caduta che a mio parere può essere solo quello di rendere l’utero in affitto un reato universale, legarlo a una norma penale e poi porre la sanzione e il divieto di adottabilità per il partner».

“Le leggi si fanno se ci sono i numeri”. Così il Ministro Maria Elena Boschi a Bologna. Ad oggi, rimarca, “in Senato il Pd non è autosufficiente, non lo è nemmeno se sommiamo i voti di Sel. Quindi dobbiamo creare un punto di incontro tra le forze che ci sono”. “Il fatto che per la prima volta – ha proseguito la Boschi – nel nostro Parlamento si affronti questo argomento, non credo rappresenti una sconfitta. Credo sia una vittoria che dopo due anni di lavoro pubblicamente sotto gli occhi di tutti si possa discutere una legge sulle unioni civili”.

“Credo – ha poi aggiunto – sia un atto di coraggio di questo Parlamento. Abbiamo scelto di affrontare il problema, consapevoli che siamo un Governo che rappresenta sensibilità diverse. Non so quale sarà il risultato finale, ma è un passo importante che se ne discuta, non solo in parlamento ma nel Paese, in famiglia, nelle scuole e nelle università. C’è la consapevolezza della necessità di avere una legge”. “Non ho la sfera di cristallo – ha concluso la Boschi – e non so quello che accadrà, perché tra l’altro è il primo passaggio in Parlamento. Spero che la strada che dobbiamo percorre sia breve perché ci sono tante persone che aspettano da troppo tempo e hanno diritto a vedere i loro diritti riconosciuti”.

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