OBAMA TELEFONA A ERDOGAN: “CON LA SIRIA SERVE MODERAZIONE” Appello alla Russia: fermare i raid aerei contro le forze di opposizione moderate

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Nella notte, il presidente degli Stati Uniti ha telefonato al presidente turco Erdogan. Obama ha chiesto ad Ankara e alle milizie curde del Pkk di dare una “prova di moderazione” visti i recenti bombardamenti turchi sull’esercito curdo, nel nord della Siria, al confine tra l’Arabia e l’Iran, condividendo con il suo collega l’appello alla Russia e al regime di Assad a fermare gli attacchi aerei contro le forze di opposizione moderate.

Non molti giorni fa, Stati Uniti e Russia tentano una nuova mediazione per risolvere la crisi siriana. Sempre al telefono, Obama e Putin ne parlarono concordando una maggiore cooperazione per raggiungere il cessate il fuoco, ma il presidente statunitense pose una condizione: Mosca deve fermare i raid contro i ribelli. Tuttavia, il conflitto non accenna a fermarsi. In entrambi i colloqui telefonici si afferma che il nemico comune resta l’Isis. Non molto tempo fa si decise di stabilire stretti contatti tra il ministero della Difesa russo e il dipartimento della Difesa statunitense per debellare la minaccia jihadista. Tuttavia, su un punto Obama rimane immobile: la Russia “deve giocare ora un ruolo costruttivo, ponendo fine alla campagna aerea contro le forze dell’opposizione moderata in Siria”.

La Turchia bombarda le postazioni curdo-siriane del Pyd, che nei giorni scorsi si sono impadronite della base aerea di Menagh, 30 chilometri a nord di Aleppo, approfittando dell’offensiva del regime. Inoltre, Damasco ha accusato Ankara di aver colpito le postazioni del proprio esercito e di aver invaso i loro confini con soldati e veicoli armati. L’offensiva turca ha provocato anche la reazione della Francia, che ha chiesto la fine dei bombardamenti. Ma da Ankara il premier Ahmet Davotoglu ha fatto sapere che proseguiranno gli attacchi contro i curdi-siriani, accusati di essere “terroristi” collegati al Pkk turco.

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