TEST MISSILISTICI, NUOVE SANZIONI USA PER LA NORD COREA

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Il Senato degli Stati Uniti ha varato all’unanimità nuove sanzioni nei confronti della Nord Corea dopo i recenti test missilistici che hanno provocato un drastico peggioramento delle relazioni, già fragili, con Seul. L’escalation militare è considerata da Washington una “provocazione” e una gravissima violazione delle leggi internazionali.

In particolare le misure contro il regime di Pyongyang sono passate nella camera alta del Congresso con 96 voti favorevoli e zero contrari. Le nuove sanzioni hanno come obiettivo soprattutto quello di limitare la capacità della Corea del Nord di accedere ai fondi necessari per sviluppare il suo programma nucleare e il suo sistema missilistico. Lo stesso tipo di sanzioni – riportano i media americani – saranno presto adottate anche dal governo giapponese.

La decisione di Washington di colpire Pyongyang con un’azione unilaterale nasce dalla situazione di stallo in seno al Consiglio della sicurezza delle Nazioni Unite, dove l’ipotesi di nuove sanzioni è stata finora frenata dalla Cina, preoccupata che le misure possano colpire anche i suoi interessi economici in Corea del Nord. Ad accelerare la decisione del Congresso Usa, poi, l’allarme dell’intelligence secondo cui Pyongyang avrebbe riattivato un reattore nucleare e potrebbe essere in grado nel giro di pochi mesi, se non addirittura di settimane, di avere abbastanza plutonio da costruire la bomba atomica

Il governo dovrà “adoperarsi in tutte le sedi internazionali” per bloccare l’escalation militare in Corea del Nord: lo prevedono le mozioni approvate dall’Aula della Camera sulle iniziative da adottare per il rispetto dei diritti umani in Corea del Nord e sulla politica degli armamenti di quel Paese. In base ai testi approvati in Aula a Montecitorio, il governo è impegnato ad “adoperarsi in tutte le sedi internazionali, in particolare l’Onu e l’Unione europea, al fine di bloccare la pericolosa escalation militare in una regione già resa fragile da dispute territoriali e con la contemporanea presenza di tre potenze nucleari come la Cina, La Russia e gli Stati Uniti”.

L’Italia dovrà poi “evidenziare e condannare le violazioni dei diritti umani perpetrate dalla Corea del Nord e ad intervenire, per quanto di propria competenza, presso i pertinenti fori multilaterali cui l’Italia partecipa e a collaborare con i principali partner regionali asiatici affinché possano cessare al più presto le gravi violazioni dei diritti umani, si possa mettere fine alle esecuzioni capitali e si possano chiudere i campi di prigionia e ‘rieducazione'”.

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