ANKARA ATTACCA L’ONU: “SULLA SIRIA NON STA MUOVENDO UN DITO” Davutoglu: "Accogliere altri profughi significa essere complici di Assad". Erdogan: "Cosa avete fatto sinora?"

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aleppo

La Turchia risponde all’Onu che ieri aveva chiesto ad Ankara di accogliere circa 30 mila rifugiati in fuga da Aleppo. Secondo il premier Ahmet Davutoglu le Nazioni Unite “non muovono un dito per risolvere la questione siriana” e “mostra due facce”. Da un lato chiede alla Turchia di riaprire le frontiere ai profughi, dall’altro non fa nulla per fermare i raid russi. Secondo Davutoglu, se la Turchia accogliesse i profughi di Aleppo si renderebbe complice del tentativo di “pulizia etnica” di Mosca e Damasco contro la popolazione ostile a Bashar al Assad.

Anche Recep Tayyip Erdogan ha puntato il dito contro il Palazzo di Vetro. “Ci state chiedendo di aprire le frontiere, ma voi che cosa avete fatto finora?”, ha attaccato il presidente turco, sostenendo che l’Onu abbia dato alla Turchia 455 milioni di dollari per i rifugiati, mentre Ankara ne ha speso 10 miliardi.

Intanto sul confine con la Siria è sempre alto l’allarme terrorismo. Questa mattina oltre 10 kg di esplosivo e 4 cinture “che potevano essere usate per attacchi suicidi” sono stati trovati dai militari turchi in 2 borse trasportate da un gruppo di 34 persone proveniente dalla Siria e fermato nella località frontaliera di Karkemish. La zona di Jarabulus nel nord della Siria, di fronte a Karkemish, rientra nella fascia di territorio ancora sotto il controllo dell’Isis.

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