LIBIA: DAESH CHIEDE RINFORZI, NUOVI JIHADISTI ARRIVANO A SIRTE Quattordici vetture cariche di uomini e armi e accompagnate da pick-up con mitragliatrici sono giunte al complesso "Ougadougou"

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daesh sirte

Negli ultimi giorni a Sirte, roccaforte libica del Califfato, sarebbero arrivati “nuovi quadri ed elementi” legati al gruppo jihadista provenienti da Siria, Iraq, Sudan, Tunisia e altri Paesi. la notizia è stata riportata dal sito Alwasat che ha citato alcuni testimoni. Quattordici vetture cariche di uomini e armi e accompagnate da pick-up con mitragliatrici sono giunte al complesso “Ougadougou”, precisa il sito riferendosi al grandioso centro convegni dove l’allora leader Muammar Gheddafi organizzava summit africani e arabi e, stando a una segnalazione di fonti ufficiali di Tripoli del mese scorso, trasformato in quartier generale dell’Isis a Sirte.

In seguito all’arrivo in Libia di jihadisti provenienti dalla Siria e dall’Iraq, da settimane alcuni media – citando fonti di intelligence – evocano la possibilità che Sirte si trasformi nella “nuova Raqqa”, diventando ‘capitale’ dello Stato Islamico al posto della città siriana sotto pressione dei raid.

Nel frattempo Derna, città libica controllata da jihadisti filo-al Qaida ma in parte di nuovo dall’Isis, è stata obiettivo di raid aerei che hanno bombardato un settore orientale “dove si concentrano” miliziani del Daesh. Obiettivo delle incursioni è stato il quartiere detto “400”, “colpito più tardi dall’Aviazione” delle Forze armate di Tobruk. Ieri il “governo provvisorio” insediato a Tobruk in attesa che si formi quello di “intesa nazionale” del premier Fayez al Sarraj, aveva “messo in guardia” in un comunicato “tutti i paesi” dal “violare la sovranità della Libia e il suo spazio aereo”: chi vuole “aiutare le istituzioni legittime libiche nella guerra contro il terrorismo deve coordinarsi con il governo” di Tobruk.

L’altro ieri quattro civili erano morti in un raid a Derna, che fonti ufficiali di Tobruk avevano attribuito all’Egitto o almeno a un “Paese confinante” (il Cairo aveva però smentito). Il raid aveva suscitato la “forte inquietudine” dell’inviato Onu per la Libia, Martin Kobler. Nelle settimane precedenti (ad esempio l’11 e il 19 gennaio) vi sono state segnalazioni di raid “non identificati” su vari punti della Libia dove è insediato l’Isis come Sirte.

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