L’AUTOPSIA CONFERMA: REGENI E’ STATO ASSASSINATO. MA PERCHÈ? Le autorità egiziane prendono tempo. Il ministro degli Esteri: "Non parlerò di questo direttamente né farò congetture, ma faremo di tutto per arrivare alla verità"

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Giulio Regeni è morto per la frattura di una vertebra cervicale causata da un violento colpo al collo o da una torsione. E’ quanto emerso dall’autopsia sul cadavere del giovane, secondo quanto apprende l’Ansa. I medici legali hanno inoltre riscontrato altre fratture evidenti sul corpo del ricercatore. Altre verifiche saranno ora svolte per accertare se la frattura della vertebra cervicale possa anche essere stata determinata dalla rotazione indotta della testa del giovane su un lato oltre il punto di resistenza; questo avvallerebbe l’ipotesi di un omicidio volontario e non eventualmente preterintenzionale. Nel corso dell’autopsia sono stati raccolti numerosi reperti che saranno sottoposti ad analisi specifiche di laboratorio.

“Non parlerò di questo direttamente né farò congetture, ma faremo di tutto per arrivare alla verità. Chiunque sia responsabile per questa tragica morte riceverà la punizione appropriata”. In un’intervista di prima pagina con il Corriere della Sera, il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Hassan Shoukry, rispondendo alla domanda se i responsabili saranno portati davanti alla giustizia se emerge che i servizi di sicurezza siano coinvolti nella morte di Giulio Regeni, assicura che l’Egitto “coopererà in pieno con le autorità italiane”. Ma respinge, definendole “giudizi, accuse e insinuazioni ingiustificati e senza prove”, le convinzioni secondo cui qualcuno nei servizi di sicurezza locali abbia interrogato e torturato a morte il ricercatore. “State saltando alla conclusione che è stato interrogato – dice – ma non è stato provato. Non conosco le statistiche ma sono sicuro che ci sia più di una vittima quotidiana di crimini violenti non solo in Egitto ma anche in Italia”.

Fonti qualificate italiane ribadiscono che si continua a ritenere plausibile che il movente della sua morte vada ricercato nel suo lavoro sui sindacati e nei suoi contatti. Ma, anche, che non viene scartata l’altra ipotesi, vale a dire che Giulio non era né seguito né controllato ma possa esser stato ucciso proprio per quello che è avvenuto la sera della scomparsa. Secondo questa ipotesi, quel 25 gennaio, dopo aver preso la metro, Giulio si sarebbe unito con altri manifestanti nella zona di Giza e lì sarebbe stato fermato assieme ad altri attivisti. L’arresto di “un occidentale”, quella sera, fu confermato da una giornalista egiziana. Dove sia stato portato, al momento, nessuno lo sa. Ma le fonti non escludono che possa esser finito in mano a qualche milizia paramilitare, non è dato sapere quanto vicina alle autorità ufficiali. Perché lo hanno ucciso? Magari perché uno straniero, una volta fuori, avrebbe potuto rivelare i pestaggi e le torture subite.

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