UDIENZA A SAN PIETRO, BERGOGLIO: “IL SIGNORE MISERICORDIOSO CONVERTA I CUORI DEI VIOLENTI” La catechesi di oggi è la prima di un ciclo tutto incentrato sul tema dell'anno giubilare

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Si è conclusa con un’appello la prima udienza di un ciclo di catechesi dedicate al tema giubilare della misericordia. Infatti Papa Francesco, dopo aver parlato e analizzato come il tema del Giubileo sia trattato in molti brani biblici ha rivolto un pensiero alle persone che sono morte nell’attacco terroristico avvenuto ieri in Turchia. “Prima di concludere questo nostro incontro, in cui abbiamo riflettuto insieme sulla misericordia di Dio – ha detto alla fine dell’udienza generale in Vaticano -, vi invito a pregare per le vittime dell’attentato avvenuto ieri a Istanbul. Che il Signore, il misericordioso, dia pace eterna ai defunti, conforto ai familiari, fermezza solidale all’intera società, e converta i cuori dei violenti”.

Nella giornata di oggi Bergoglio ha sottolineato come la la misericordia di Dio ricorda la “tenerezza” di una madre nei confronti del figlio e come “un padre che non si chiude nel risentimento per l’abbandono del figlio minore”.”Dio – ha detto il Papa – si presenta come misericordioso”, questo è “il suo volto e il suo cuore” ed “egli stesso rivelandosi a Mosè si definisce così, ‘misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco nell’amore, e anche in altri testi ritroviamo questa formula con qualche variante ma sempre c’è insistenza sulla misericordia e l’amore di Dio che non si stanca mai di perdonare”.

Papa Bergoglio ha dunque analizzato “una per una queste parole” delle definizione che Dio stesso dà di sé: “misericordioso”, “pietoso”, “lento all’ira”, “grande nell’amore e nella fedeltà”. “Misericordioso – ha spiegato – evoca un atteggiamento di tenerezza, come una madre nei confronti del figlio, infatti termine ebraico fa pensare a viscere o anche al grembo materno, perciò l’immagine che suggerisce è quella del Dio che si commuove e si intenerisce per noi come una madre quando prende in braccio il suo bambino, desiderosa solo di amare, proteggere, aiutare, donare tutto, anche se stessa, questa è l’immagine che suggerisce , un amore dunque che si può definire in senso buono ‘viscerale'”.

Secondo, “Dio è pietoso, nel senso che fa grazia, ha compassione nella sua grandezza, si china su chi è debole e povero, sempre pronto ad accogliere, a comprendere, a perdonare e come il padre della parabola riportata da vangelo di Luca, un padre che non si chiude nel risentimento per l’abbandono del figlio minore ma continua ad aspettarlo”. Dopo aver analizzato l’atteggiamento del padre nella parabola del figliol prodigo, il Papa è passato all’espressione “lento all’ira” che, ha detto, “letteralmente è ‘lungo di respiro’, cioè con il respiro ampio della longanimità”: “Dio sa attendere, i suoi tempi non sono quelli della impazienza degli uomini, come un buon seminatore che lascia tempo al seme di crescere nonostante la zizzania”.

Infine il Papa ha analizzato il fatto che, “Dio si proclama grande nell’amore e nella fedeltà” e spiegato che quello di Dio “non è un amore di telenovela”. Dio si rivela a Mosè con una “fedeltà senza limiti”, la “sua fedeltà non verrà mai meno”, egli “è custode”, “non vacillerà”. Papa Bergoglio ha quindi citato san Paolo che, ha commentato, “dice una cosa bella: se tu nei confronti di Dio non sei fedele, lui rimarrà fedele perchè non può rinnegare se stesso, la fedeltà nella misericordia è proprio l’essere di Dio”, “per questo Dio è sempre affidabile, presenza solida e stabile è questa – ha concluso – è la certezza della nostra fede”.

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