IN SVIZZERA LA PRIMA RESTROSPETTIVA DI JEAN DUBUFFET La mostra sarà inaugurata il 31 gennaio 2016

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La Fondation Beyeler di Basilea inaugura il 2016 con la prima grande retrospettiva in Svizzera dedicata all’opera multiforme e multi-artistica di Jean Dubuffet. La mostra, intitolata, “Jean Dubuffet – Metamorfosi del paesaggio” si terrà dal 31 gennaio all’8 maggio 2016 presso i locali della Fondation e vedrà esposte un centinaio di opere che rendono merito alla complessa varietà della eclettica produzione del maestro. Punto di partenza della mostra è la visione affascinante che l’artista ha del paesaggio, suscettibile di trasformarsi anche in corpo, viso, oggetto. Nei suoi lavori egli sperimenta tecniche e materiali inediti, come sabbia, ali di farfalla, spugne e scorie, sviluppando un universo figurativo personalissimo e unico nel suo genere.

Accanto a importanti dipinti e sculture dei momenti creativi salienti di Dubuffet, la mostra propone anche la sua spettacolare opera d’arte totale Coucou Bazar con la mirabile fusione di pittura, scultura, teatro, danza e musica, e gli affascinanti costumi animati. Un omaggio al visionario teorizzatore dell’Art Brut, che non ha mai smesso di sperimentare stili, tecniche e materiali diversi sia nella pittura che nella scultura. Jean Dubuffet (1901–1985) viene infatti annoverato tra gli artisti che maggiormente hanno inciso sull’arte del secondo dopoguerra. Ispirato dalle opere di autori allo stato di emarginazione, è riuscito a sovvertire le tradizioni e a reinventare l’arte. L’influenza di Dubuffet risuona tuttora nell’arte contemporanea e nella “street art”, per esempio in David Hockney, Jean-Michel Basquiat o Keith Haring.

L’esposizione è stata resa possibile grazie al sostegno della Fondation Dubuffet di Parigi. Si avvale di generosi prestiti di musei internazionali quali il MoMA e il Guggenheim di New York; il Centre Pompidou, la Fondation Louis Vuitton e il Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris di Parigi; la National Gallery e lo Hirshhorn Museum and Sculpture Garden di Washington; il Detroit Institute of Arts; il Moderna Museet di Stoccolma; il Museum Ludwig di Colonia; la Staatliche Kunsthalle Karlsruhe; il Kunsthaus Zürich e molti altri. Infine, l’organizzazione ha attinto a importanti collezioni private.

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