“TRILOGIA”, LA MAGIA DEL PRIMO DALLA TORNA A FAR SOGNARE E' uscita l'attesa raccolta dei successi del cantautore scomparso. Oltre ai tre dischi anche il dvd di "Banana Republic"

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La voce e la musica di Lucio Dalla tornano nei negozi di musica a più di tre anni dalla sua scomparsa. E’ uscito infatti “Trilogia”, un cofanetto con tre dischi, rimasterizzati, che imposero il cantautore bolognese dal 1977 al 1980: “Com’è profondo il mare”, “Lucio Dalla” e “Dalla” insieme al dvd con il film di “Banana Repubblic”, il tour del 1979 insieme a Francesco De Gregori. “Siamo voluti venire qui, anche se ci fa male, ma è tornare vicino a lui, alle sue parole, alle sue bugie”. Così lo storico ufficio stampa di Lucio Dalla, Michele Mondella, ha introdotto l’incontro stampa per presentare il cofanetto, nella grande casa di via D’Azeglio, a due passi da Piazza Maggiore, dove abitava il cantautore scomparso nel 2012.

Con lui il giornalista John Vignola, che ha coordinato i testi del libro, Alessandro Colombini che fu il produttore dei tre dischi e il musicista Gaetano Curreri, che suonò nella band di “Banana Repubblic” e che poi fondò gli Stadio. Ma più che una conferenza stampa è stato un susseguirsi di ricordi ed aneddoti su tre dischi che cambiarono la storia artistica di Dalla e anche della musica leggera italiana. Dalla, dopo la collaborazione con il poeta Roberto Roversi, cominciò a scrivere canzoni di proprio pugno, ed il primo risultato fu “Com’è profondo il mare”.

“Dopo quell’album Lucio aveva sciolto il gruppo – ha ricordato Curreri – ma poi richiamò i musicisti, e mi telefonò dopo avermi sentito in una serata a Riccione. Per me, fan del Dalla dei dischi con Roversi era toccare il cielo con un dito e ricordo che facemmo le prove in una cantina vicino a Piazza Minghetti. Poi cominciammo un giro di concerti, prima data al Kiwi di Piumazzo davanti a trenta persone. Ma ricordo bene il debutto di ‘Banana Repubblic’ allo stadio di Savona. Giornata plumbea con rischio pioggia, poco lontano era in programma un concerto di Francesco Guccini, che ci avrebbe fatto anche concorrenza. Lucio girava per il prato con una croce di San Domenico guardando il cielo e gridando ‘Fai piover piu’ in la’, dove Guccini suonerà. Finì che piovve solo al concerto di Francesco”.

Dalla era un grande musicista, “capace di cominciare un concerto con il jazz di ‘But not for me’, era il vero capo orchestra, severo, che al primo sbaglio ti guardava, e al secondo ti tirava il mazzo di chiavi con questa grande croce di San Domenico. Era un grande artigiano che ti insegnava il mestiere”. Per Colombini, 79enne storico produttore di cantanti italiani, l’avvio del lavoro di Dalla come autore di testi fu anche influenzato da dischi come “Harvest” di Neil Young, che piaceva molto a Ron, suo stretto collaboratore. “Ricordo come nacque ‘Anna e Marco’ da Lucio Dalla, forse una delle canzoni italiane piu’ belle. L’aveva chiamata ‘Sera’ ma né io né lui eravamo convinti, ma durante tutta in una notte venne fuori pezzo per pezzo fino alla stesura definitiva. La fine della nostra collaborazione? Come ho scritto nel libro, Lucio senti’ l’esigenza di rinnovarsi e ci lasciammo così, senza litigi, perché nel nostro lavoro la minestra riscaldata non funziona”. Oltre alla prefazione di Veltroni, nel libro sono riportate anche le testimonianze, fra gli altri, di Ron, Renzo Arbore, Maria Laura Giulietti, Gino Castaldo, Michele Mondella, i fotografi Fausto Ristori e Ambrogio Lo Giudice.

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