CRISI SIRIANA, LA TURCHIA: “ASSAD NON SARA’ CANDIDATO ALLE ELEZIONI” Il ministro degli Esteri di Ankara: "Il Rais lascerà il governo entro sei mesi". Erdogan: "Ha ucciso il suo popolo, non c'è posto per lui"

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Bashar Al-Assad non sarà candidato alle elezioni politiche siriane al termine del periodo di transizione che servirà per uscire dalla guerra civile. Parola di Feridun Sinirlioglu, ministro degli Esteri della Turchia, Paese che ha sposato la linea dura americana nei confronti del regime di Damasco. “Assad lascerà il suo posto entro sei mesi, con modalità concordate – ha spiegato durante il summit G20 – dopo che il nuovo governo di transizione verrà istituito e sarà pronto ad assumere il potere esecutivo”. La nuova costituzione, ha assicurato Sinirlioglu, sarà scritta entro 18 mesi e le elezioni saranno istituite come sua conseguenza.

Il responsabile della diplomazia turca ha infine aggiunto che Ankara non sta progettando nessuna offensiva militare in Siria, tuttavia nuove misure di sicurezza saranno implementate contro la minaccia dello Stato islamico. Non sono stati però diffusi altri dettagli. Stesso concetto espresso dal presidente Tayyp Erdogan, secondo cui “dopo aver ucciso la propria gente in Siria non c’è più posto per Assad”.

Il capo di Stato ha poi invitato l’Europa e l’Occidente a “non confondere la crisi dei rifugiati con il problema del terrorismo” affermando che “controlli più restrittivi alle frontiere non servono a nulla, poiché si tratta di problemi che vanno trattati separatamente”, per poi ricordare in ultimo “il grande sforzo umanitario della Turchia, che dall’inizio del conflitto ha aperto le porte a milioni di rifugiati siriani”. Secondo Erdogan cambiare strategia sui rifugiati all’indomani di Parigi significa “voler evadere responsabilità umanitaria”.

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