ELEZIONI BIRMANIA, MAGGIORANZA SCHIACCIANTE PER LA SAN SUU KYI La lega nazionale per la Democrazia ha ottenuto 238 seggi su 298 alla Camera bassa e 110 su 113 in quella alta

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A cinque giorni dalle elezioni e dopo le accuse contro il governo militare a causa del ritardo, ora è ufficiale: la Lega Nazionale per la Democrazia (Nld) di Aung San Suu Kyi ha conquistato la maggioranza in entrambi i rami del Parlamento, ottenendo 238 seggi su 298 alla Camera bassa e 110 su 113 in quella alta. Il totale di 348 seggi significa che l’Nld sarà in grado di garantire che il loro candidato alla presidenza diventi il prossimo titolare della massima carica esecutiva del Paese.

Suu Kyi, per via di alcune disposizioni della Costituzione, non potrà salire alla presidenza del Paese, ma già prima delle elezioni aveva affermato che “se la Lega Nazionale per la Democrazia vincerà le elezioni, guiderò il governo”. Il premio Nobel per la Pace aveva quindi sottolineato che “abbiamo un candidato pronto a diventare presidente, ma io sarò al di sopra del presidente”. Adesso, Suu Kyi dovrà incontrare le figure più importanti del Paese per discutere la transizione del potere. Nonostante i risultati, gli esperti sostengono che i militari – con il 25% dei seggi in Parlamento – manterranno comunque un’influenza notevole nella prossima amministrazione del Paese.

Il segretario generale delle Nazioni unite Ban Ki-moon si è congratulato con Aun San Suu Kyi e la sua Lega nazionale per la democrazia per la storica vittoria nelle elezioni di domenica scorsa, ma ha avvertito che resta ancora “molto duro lavoro” da fare per costruire una compiuta democrazia in Myanmar. Ban ha descritto il voto di domenica come una “significativa conquista” per l’ex Birmania nella transizione dal potere dei militari e ha notato anche che alcune minoranze etniche, a partire dai musulmani Rohingya, non hanno avuto l’opportunità di votare. “C’è molto duro lavoro che rimane da fare nel viaggio democratico di Myanmar e per rendere le future elezioni davvero inclusive”, ha affermato Ban. Ora, ha detto ancora, “il popolo e i leader di Myanmar hanno il potere di mettersi assieme per costruire un futuro migliore per il loro paese, un futuro…in cui nessuno sia marginalizzato, vulnerabile e discriminato”.

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