Il volto di Dio

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annamaria valli

Arrivi alla stazione o sbarchi all’aeroporto di una metropoli sconosciuta: cerchi lo sguardo di chi ti attende, scruti sperando che “lui” o “lei” abbia trovato tempo per venire ad accoglierti.

Quante volte cerchiamo un volto che ci ispiri… Un volto e uno sguardo noto o che possa entrare in empatia con ciò che ci muove, agita, riempie, sprona. C’è lo sguardo del Risorto, sguardo di Uno che in un tempo e in luogo ben definito ha assunto l’umano e lo ha ancora in sé trasfigurato – le sue ferite hanno cambiato di segno per noi e per lui –. Può essere sempre riconosciuto: è la folla o la nostra miopia non curata ad impedircelo. L’impegno di incrociare il Suo sguardo esalta la nostra libertà ma non la nostra onnipotenza, chiedendoci di attivare una connessione che ci rimanda sempre segnali di pace attraverso vie da praticare. Vuole riportarci al Mistero santo che, instancabile, vuole stare con noi.

L’esercizio della presenza di Dio ci conferma che un Altro tesse con noi la vicenda: il vangelo del Suo essere venuto e del suo tornare nelle «visite» del quotidiano , prima di quella del compimento finale, è aperto per tutti. Accosta quella testimonianza via digitale o cartacea, con il metodo che vuoi, ma non tralasciare di prendere sul serio che a una comunità di fede esso ri-conduce. Da una comunità di fede ha avuto origine, a te che leggi è chiesto di mettere la tua fiducia, come milioni di persone hanno fatto e stanno facendo, magari ritrovandoti anche fisicamente dove essi si riconoscono vicendevolmente per riconoscere Lui.

In ogni caso, non sbagliare: accostando il Vangelo considera non il tuo sforzo ma Lui che viene a te, attraverso quello che ti muove a cercare uno sguardo, non un’idea. Davanti alla tua ricerca esistenziale il Suo sguardo si concretizza nel Suo volto, le Sue azioni, la Sua storia con uomini e donne, da allora in poi fino a te.

Se il nostro vivere è responsabile e affidato, se è un giocarci interamente in ciò che intraprendiamo, con la consapevolezza esplicita che non tutto dipende da noi – perché l’abbiamo imparato a caro prezzo –, l’esperienza vera di Dio è il confessare che non il caso, ma un Uomo – che ha vinto la morte – ancora incrocia la nostra strada. Ha tanto da fare con noi e dire a noi. Lo sguardo che coglierai su di te, con il suo messaggio e la sua azione carica di senso per te, tienilo ben stretto: non dimenticarlo, riparti da lì ogni volta che ne hai la nostalgia e prenditi tempo per non riempirla di futilità. Vale la pena incrementare la tua relazione con Lui.

di Annamaria Valli OSBap
www.anselmianum.org

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