BRASILE, LA CORTE SUPREMA AUTORIZZA L’ESTRADIZIONE DEL CAMORRISTA PASQUALE SCOTTI In Italia venne condannato all’ergastolo per 22 omicidi compiuti tra il 1982 e il 1983

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Il tribunale del Brasile ha autorizzato l’estradizione dello storico capo camorrista Pasquale Scotti, ex membro della Nuova Camorra di Raffaele Cutolo, dopo 31 anni di latitanza. La decisione è stata presa dal Supremo tribunal federal brasiliano (Stf), l’equivalente della Corte costituzionale italiana. Scotti era stato arrestato nel maggio scorso nella città di Recife, (nello stato di Pernambuco, in Brasile) grande città portuale che si affaccia sull’Atlantico. La decisione della Corte, che deve essere ratificata dalla presidente brasiliana Dilma Rousseff, è condizionata al fatto che il governo italiano accetti che la condanna non superi i 30 anni di carcere, il massimo previsto dal codice penale del Brasile. Scotti era stato condannato all’ergastolo in Italia nel 1991 per il coinvolgimento in 22 omicidi di stampo camorristico compiuti tra il 1982 e il 1983.

L’uomo si era ricostruito una vita e viveva con i suoi due bambini e la compagna brasiliana sotto il falso nome di Francisco de Castro Visconti. La sua difesa aveva cercato di evitare l’estradizione definendolo un “perseguitato politico” che “fuggì dall’Italia per non essere ucciso in prigione”. Gli avvocati avevano poi ricordato che Scotti non aveva precedenti criminali nel Paese carioca e che non aveva avuto più contatti con l’Italia e con il clan Cutolo da anni. Infine, avevano dichiarato che Scotti sarebbe dovuto restare in Brasile per far crescere i propri figli di 5 e 13 anni avuti dalla compagna brasiliana e nati nel Paese sudamericano.

Il giudice della Corte suprema Luiz Fux – relatore del caso – dopo aver affermato che l’estradizione si inquadra nel trattato firmato tra Brasile e Italia, ha sottolineato che non si può parlare di persecuzione politica, poiché gli omicidi di cui Scotti è accusato rientrano tra i reati comuni. In merito alla prole, Fux ha precisato che la discendenza brasiliana acquisita da Scotti non è di impedimento all’atto, condizionandone la messa in pratica solo alla riduzione della pena dall’ergastolo a 30 anni.

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