Francia-Italia 3-1, troppo Bleus per gli Azzurri

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:56

Avoler giudicare esclusivamente dal risultato il match di Nizza tra Francia e Italia verrebbe da pensare a un dominio Bleus con sprazzi di Azzurro. Beh, in un certo senso è proprio così. Tecnicamente i transalpini sono di un altro pianeta: qualità, velocità, colpi a effetto, forza fisica, un team che si candida seriamente fra le favorite alla vittoria finale dell'imminente Coppa del Mondo di Russia. Unico difetto, lo specchiarsi troppo nelle proprie doti il che, in molte occasioni, spinge gli avanti francesi a concludere a rete con un attimo di ritardo. Per il resto, gli uomini di Deschamps sono un concentrato di talento allo stato puro, quasi da spavento se si pensa a quelli rimasti a casa o confinati tra le riserve (Rabiot, Martial, Lacazette, Digne e Ben Yedder su tutti, con Payet out per infortunio e Benzema fuori dal giro per motivi esterni). Dal'altra parte, una giovane Italia imbottita di ragazzi di belle speranze, il meglio che il calcio italiano ha da offrire: Caldara, Pellegrini, Chiesa, Berardi e anche Mandragora, al debutto assoluto in Nazionale nonostante la retrocessione col suo Crotone. L'equazione, ovviamente, non poteva reggere: la variabile dell'età ha fatto un po' il suo, la “giovinezza tattica” del gruppo, guidato da Mancini da qualche settimana appena, ha fatto il resto. Il risultato è 3-1 per la Francia. Come si diceva, tanto Bleus con sprazzi di Azzurro.

Primo tempo

La mera cronaca del match parla di una Francia in vantaggio già dopo 7 minuti, quando il terzino destro dello Stoccarda, Pavard (ennesima invenzione di Deschamps), calibra alla perfezione un cross dalla destra che pesca Mbappé smarcato e libero di concludere al volo: bella parata di Sirigu ma tap-in fulmineo di Umtiti sulla dormita della difesa Azzurra. E la prima parte di gara è un leitmotiv transalpino, con Lucas Hernandez imprendibile sulla sinistra, Kanté solita diga in mezzo al campo (colpisce pure un palo con una sassata dal limite) e un tridente offensivo spaziale con Griezmann e Dembelé a far compagnia all'asso del Psg, Mbappé. Alla mezz'ora, puntuale, arriva il raddoppio firmato dalla punta dell'Atletico Madrid, spedito dal dischetto dopo un atterramento di Mandragora ai danni di Hernandez (penalty dubbio per la verità). Nel momento peggiore però, spunta Mario Balotelli, l'idolo dell'Allianz Riviera (43 gol in 2 anni col Nizza) che, su punizione, impegna Lloris quel tanto che basta per permettere a Bonucci di siglare l'1-2 sulla ribattuta.

Tempi migliori

I Bleus stanno preparando il Mondiale, e si vede. L'Italia cerca di far capire loro di non essere in gita premio, nonostante i trascorsi poco edificanti (nessun successo con la Francia da Euro 2008) e l'assenza alla kermesse di Russia: a inizio ripresa, dunque, gli Azzurri caricano a testa bassa assediando l'area di Lloris per i primi minuti anche se, al primo contropiede utile, Dembelé prende metri a Jorginho, mette a sedere un paio di difensori e centra in pieno la traversa con un destro a giro. L'Italia risponde con Chiesa (fra i migliori) che, ben imbeccato da Pellegrini, impegna l'estremo difensore francese con un bel diagonale spedito in angolo. Quello degli Azzurri, però, è un attacco effimero rispetto alla devastante abilità degli attaccanti avversari: Mbappé ne da un assaggio, scherzando con un paio di difensori e appoggiando a Dembelé che, a sua volta, apparecchia per il piattone di Tolisso sfilato a fil di palo. Poi arriva il momento di fare sul serio: Jorginho perde palla sulla trequarti azzurra, imbecca il solito Mbappé che serve a Dembelé il pallonetto a giro che vale il 3-1 e l'ovazione di tutta l'Allianz Riviera. Risultato scolpito su pietra, girandola di cambi e partita che sostanzialmente finisce qui. Lo specchio della realtà è fin troppo amaro: la notte di Berlino dista qualche anno luce ma pure quella di Zurigo a Euro 2008, ultimo successo italiano sui francesi. Loro aspettano di giocarsi la Coppa del Mondo, a noi non resta che ricostruire e, con pazienza, attendere tempi migliori.

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