CALCIOSCOMMESSE: IL CATANIA RETROCESSO IN LEGA PRO A -12, TERAMO E SAVONA IN SERIE D

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:07

Retrocessione in Lega Pro e -12 punti per il Catania, retrocessione in Serie D per Teramo e Savona. Lo ha stabilito il Tribunale federale nazionale della Figc nelle sentenze emesse stamane e relative al processo di primo grado al calcioscommesse per quanto riguarda i filoni di Catania e Catanzaro. Per il club etneo si tratta di una sentenza peggiorativa in quanto il procuratore federale aveva chiesto la retrocessione in Lega Pro e 5 punti di penalizzazione in virtù dell’articolo 24 (collaborazione e ammissione) riconosciuto dalla procura al patron, Antonino Pulvirenti. Per quanto riguarda la combine Savona-Teramo, per il club abruzzese è confermata la responsabilità diretta del patron Luciano Campitelli e quindi la retrocessione in Serie D, ma rispetto alla richiesta di -20 punti avanzata dalla procura federale la penalizzazione è stata decurtata. Lo stesso vale per il Savona.

Il Tribunale Federale nazionale, Sezione Disciplinare, accertata la responsabilità dei deferiti per le violazioni loro ascritte, ha inoltre applicato a Pulvirenti l’inibizione di 5 anni e l’ammenda di 300.000 euro mentre per il Catania c’è l’ammenda di 150mila euro. Inoltre sono stati disposti 4 anni di inibizione e ammenda di 50mila euro per l’ex ad etneo Pablo Gustavo Cosentino e 5 anni di inibizione piu’ preclusione e ammenda di 150mila euro per Piero Di Luzio. Per il filone di Catanzaro relativo alla combine Savona-Teramo, oltre alla retrocessione in Serie D, il Tribunale federale nazionale della Figc ha comminato una multa di 30mila euro a Teramo e Savona, mentre per responsabilità oggettiva è stato disposto 1 punto di penalizzazione a Barletta, L’Aquila e Luparense San Paolo Fc (già Atletico San Paolo Padova).

Lo scandalo del calcioscommesse era scoppiato lo scorso 23 giugno, giorno in cui venne arrestato il presidente del Catania, Antonio Pulvirenti. Insieme a lui l’amministratore delegato Pablo Cosentino e il direttore generale Daniele Delli Carri. L’accusa è quella di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di diverse frodi sportive. Inoltre altre sette ordinanze di custodia cautelare erano state eseguite dalla Polizia di Catania nei confronti di persone ritenute responsabili di truffe e frodi in competizioni sportive, con lo scopo di alterare – nel campionato di calcio di serie B – l’esito delle partite in cui era impegnato il Catania Calcio.

 

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