Sant’Edoardo, ecco perché era chiamato il “Confessore”

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Sant’Edoardo, re d’Inghilterra, patrono d’Inghilterra e dei re inglesi. Oxford (Inghilterra) 1002 ca. – Westmister (Inghilterra), 5 gennaio 1066. E’ figlio di Etheraldo, re d’Inghilterra, e di Emma, sorella di Riccardo II, duca di Normandia. Dall’età di 10 anni fino al 1041, quando è richiamato in Inghilterra, vive nella corte di Normandia.

Avvenimenti

  • Viene incoronato re d’Inghilterra il giorno di Pasqua del 1042. Allontana sua madre dalla corte, poiché ha offerto ai danesi il regno
  • Nel 1045 sposa Edith, figlia del conte Godwin (suo principale avversariopolitico), donna molto colta con la quale, secondo la tradizione, vive in castità.
  • Fa il voto di fare un pellegrinaggio a Roma e, non riuscendovi, fa costruire l’abbazia benedettina di San Pietro, l’attuale Westmister Abbey.
  • Il suo è un regno di pace, di buon governo e di prosperità. E’ molto amato dal suo popolo anche se contrastato da alcuni nobili.

Aneddoti

  • Viene raffigurato mentre trasporta sulle spalle un malato. Secondo la leggena, a uno storpio che si reca a Roma a San Pietro per chiedere la grazia della guarigione, appare il Principe degli Apostoli che lo persuade del fatto che egli otterrà il miracolo nel caso in cui venga portato in spalla fino all’abbazia di Westmister da re Edoardo.
  • In un’altra raffigurazione, regala un anello prezioso a san Giovanni che, travestito da mendicante, viene a chiedergli l’elemosina.

Spiritualità

Grande spirito di fede e preghiera. Dffonde il cristianesimo nella sua nazione: viene chiamato il “Confessore” per aver testimoniato Cristo con la sua vita.

Morte

Muore dopo aver ricevuto con grande devozione gli ultimi sacramenti. Il suo culto si intensifica nel 1102, quando il corpo è trovato incorrotto. E’ canonizzato nel 1161. Nel 1163 Thomas Beckett fa traslare le sue spoglie nell’abbazia di Westmister, in una cappella in cui quattordici bassorilievi raccontano la sua vita.

Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi

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