Sant’Isidoro l’agricoltore, il protettore di Madrid

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:08

Sant’Isidoro l’agricoltore, Protettore di Madrid Madrid (Spagna), 1080 ca.- Madrid, 15/05/1130. Appartiene a una povera famiglia. Fin da giovane si dedica all’attività agricola.

Avvenimenti

• Passa tutta la vita al servizio del ricco proprietario Giovanni de Nergas in una fattoria a Torrelaguna, vicino Madrid.

• E’ sposato con Maria Toribia, beatificata nel 1697. Hanno un figlio morto in giovane età e dopo questa disgrazia vivono come fratello e sorella.

• Il re Filippo II, che attribuisce alla sua intercessione la guarigione da una grave malattia, chiede con insistenza la sua canonizzazione.

Aneddoti

• Gli altri contadini, invidiosi della stima che il padrone nutre nei suoi riguardi, iniziano a riferirgli che Isidoro, recandosi tutti i giorni in chiesa, trascuri il lavoro. Il padrone evita di rimproverarlo, perché vede che due giovani sconosciuti arano in sua vece e si rende conto che si tratta di un evento soprannaturale.

• Un giorno bussa alla sua porta un povero affamato. Isidoro dice alla moglie di vedere se nella pentola è rimasto del cibo. Maria Toribia gli risponde che sa bene anche lui che non c’è più niente. Isidoro insiste e la pentola viene trovata piena!

• in inverno, andando al mulino con un sacco di grano da far macinare, sparge molti chicchi sulla neve per sfamare gli uccelli. Arrivato al mulino il sacco è prodigiosamente ripieno di grano.

• Appare al re Alfonso XI per annunciargli la vittoria contro i mori a Tarifa nel 1340.

Spiritualità

Intensa vita di preghiera. Grande generosità verso i poveri. Partecipa quotidianamente alla Messa.

Morte

Riceve il Viatico con grande pietà. Rende la sua anima a Dio mentre si batte il petto come un peccatore. Quarant’anni dopo la morte i suoi resti sono trovati incorrotti e vengono portati in processione nella chiesa di Sant’Andrea a Madrid, dove Isidoro era solito fermarsi a pregare prima di recarsi al lavoro. Viene canonizzato nel 1622 insieme a Filippo Neri, Teresa d’Avila, Francesco Saverio e Ignazio di Loyola.

Tratto dal libro “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.