San Giovanni Antonio Farina, il “vescovo dei poveri”

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San Giovanni Antonio Farina, vescovo e fondatore delle Suore Maestre di Santa Dorotea, figlie dei Sacri Cuori Gambellara (Vicenza), 11/01/1803- Vicenza, 4/03/1888. Viene affidato dai genitori a uno zio sacerdote per una prima istruzione. A 15 anni entra nel seminario di Vicenza.

Avvenimenti

• Viene ordinato sacerdote a 24 anni.

• A soli 33 anni fonda l’Istituto delle Suore Maestre di Santa Dorotea, Figlie dei Sacri Cuoi con lo scopo di educare le fanciulle povere, le bambine cieche, sordomute e minorate psichiche, e di assistere i malati e gli anziani.

All’età di 47 anni è consacrato vescovo di Treviso: dopo dieci anni viene trasferito a Vicenza, dove rimane fino alla morte. Appena giunto a Treviso, si reca a visitare i malati in ospedale, e trovando insufficiente la presenza di un solo sacerdote, si offre di essere secondo cappellano per l’assistenza spirituale ai ricoverati, sostenendo anche turni notturni.

• Durante il suo episcopato a Treviso ha una controversia giuridica con il capitolo della cattedrale, che vuole conservare dei previlegi ormai superati sia sul seminario sia sulla cattedrale e anche su alcune parrocchie. Come conseguenza di questo dissidio c’è un rallentamento fino al blocco di alcune iniziative pastorali del vescovo.

• Nel 1858 come vescovo di Treviso ordina sacerdote Giuseppe Sarto, il futuro san Pio X.

• E considerato un pioniere della formazione professionale infermieristica: a tale scopo fa stampare in italiano un manuale francese sull’argomento che rappresenta quanto di meglio si potesse trovare in quel tempo.

Partecipa al concilio Vaticano I: è uno dei sostenitori del dogma dell’infallibilità del papa.

Spiritualità

Grande spirito di carità verso i bisognosi, tanto da essere denominato “il vescovo dei poveri”. Elevato zelo pastorale che esprime per mezzo della formazione spirituale e culturale del clero e dei fedeli e con il catechismo dei fanciulli. Profonda devozione al sacro cuore, all’Eucaristia e alla Madonna. Perdona coloro che lo attaccano con false accuse.

Pensieri e insegnamenti

«L’istruzione religiosa è la più splendida tra le opere di carità».

«La scuola migliore è quella che insegna a vivere bene».

«Siate tenere con gli infelici, amorevoli con gli sventurati. Con mano pietosa soccorreteli, Con voce amorevole, con perseveranza paziente, con impassibile dolcezza, confortateli».

«Le azioni più eroiche, le più sublimi imprese, sempre ebbero vita ed esecuzione nell’orazione della solitudine».

Morte

Nel 1886 riesce a riprendersi dopo un infarto miocardico. Muore il 4 marzo 1880 per un ictus cerebrale. Le sue spoglie mortali sono venerate a Vicenza, nella casa madre della Congregazione da lui fondata. Viene beatificato nel 2001 e canonizzato nel 2014.

Tratto dal libo “I santi del giorno ci insegnano a vivere e a morire” di Luigi Luzi

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